La notte dell'Innominato: tema

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Tema svolto sulla notte dell'Innominato de I promessi sposi di Alessandro Manzoni (2 pagine formato doc)

NOTTE DELL'INNOMINATO: TEMA

La notte dell'Innominato: temaL’Innominato è una delle figure più complesse del romanzo, nonché uno dei personaggi più importanti.

Caratterizzato da una certa malvagità, incute gran rispetto soprattutto a Don Rodrigo, il quale si rivolge a lui proprio per attuare il suo piano, ovvero rapire Lucia.
L’Innominato ha un temperamento volitivo, con l’ansia di essere superiore a tutti e la smania di competere con i potenti per il solo gusto di essere temuto e rispettato; coltiva con soddisfazione la sua inclinazione a compiere azioni scellerate che determinano in lui il piacere di compiere il male.
Dopo alcuni anni passati a Milano combina così tanti misfatti che, nonostante sia potentissimo, viene condannato all’esilio. Dopo avere, forse, scontato la sua pena torna in patria, non più a Milano, ma in un castellaccio sul crinale di una valle stretta e triste vicino a Lecco. Ha parecchi uomini di fiducia, spietati criminali, grazie ai quali tutti i potenti e tiranni locali sono costretti a scendere a patti con lui, oppure a morire. Proprio per questo non ha amici ma solo servitori sui quali esercita un controllo totale.

Notte di Lucia e dell'Innominato a confronto: tema

CONVERSIONE DELL'INNOMINATO PROMESSI SPOSI

L’Innominato ha accettato la difficile missione di rapire Lucia; tuttavia, non appena rimane solo, sente crescere in lui un inquietudine interiore che lo turba. Già da qualche tempo infatti egli prova fastidio delle sue scelleratezze e ciò gli impedisce di goderne; inoltre avverte il sentimento di una solitudine tremenda resa più acuta dal rimorso.
L’incontro con Lucia avviene la sera in una squallida stanza del castello. La giovane, terrorizzata, implora pietà e libertà in nome di quel Dio che “perdona tante cose per un’opera di misericordia”. Il potente signore stesso si stupisce della propria esitazione, del proprio turbamento di fronte alla giovane.
L’Innominato non riesce a prendere sonno, si rigira nel letto tormentato da pensieri angosciosi: la rabbia per la strana inquietudine, l’incapacità di reagire con la consueta ferocia, gli scrupoli verso Lucia e verso gli impegni presi, e da qui una cupa consapevolezza di tutto il male compiuto nella sua vita e la paura del futuro. Nell’animo dell’Innominato si svolge una lotta lacerante: l’uomo antico vuole sopravvivere ma l’uomo nuovo lo chiama ad abbandonare la sua vita scellerata, ad avere pensieri di pietà, a desideri di perdono.

La conversione dell'Innominato: saggio breve

LUCIA E L'INNOMINATO CAPITOLO 21

Disperato, afferra la pistola disposto al suicidio, ma ecco un nuovo, tormentoso pensiero: se ci fosse davvero un’altra vita dopo la morte? Così l’Innominato rimane sveglio fino all’alba tormentato da pensieri contradditori, propositi, ragionamenti, fra i quali ritorna spesso la frase di Lucia “Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia”.
Alle prime luci del giorno l’Innominato si ritrova all’alba di una nuova vita. Ora è morto in lui l’entusiasmo del compiere il male e si sente curioso degli altri come non avrebbe mai potuto esserlo nella solitudine del suo mondo criminale.