La vita, il pensiero e le opere più significative di René Magritte

Appunto inviato da ilaria190587
/5

Descrizione dettagliata della vita e delle opere di René Magritte attraverso lo studio del suo pensiero (5 pagine formato doc)

RENE MAGRITTE VITA

René Magritte: evocare il mistero.

"Chi cerca significati simbolici è incapace di cogliere la poesia dell'immagine" (René Magritte). 
René Magritte, Il donatore felice, 1966. Bruxelles, Musée d’Ixelles. A chi gli chiedeva di descrivere la propria vita in dieci righe, Magritte rispondeva "dieci righe per me sono troppe". E così quando, nel 1954, è chiamato a tracciare un profilo della propria esistenza, si affida a una prosa scarna e asciutta che racconta un’esistenza trascorsa all’insegna della più assoluta normalità: la nascita nella provincia belga, gli studi senza particolari entusiasmi presso l’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, l’impiego come disegnatore presso una fabbrica di carta da parati, il matrimonio durato una vita con una donna conosciuta da adolescente, pochi viaggi.
Tuttavia a un’esistenza tutto sommato piccolo borghese, corrisponde una concezione assolutamente nuova e rivoluzionaria del mestiere della pittura.

René Magritte: riassunto

RENE MAGRITTE OPERE

Fedele a se stesso. Una pittura che a un primo sguardo non sembra conoscere evoluzioni; soggetti che si ripetono anche a distanza di decenni e, se si eccettuano le parentesi espressionista e renoiriana, uno stile che rimane fedele a se stesso nel corso del tempo, un modo di dipingere che l’artista non esita a definire banale e accademico, perché è "essenziale sapere cosa devo dipingere. Il come consiste soltanto nel dipingere correttamente quello che devo dipingere".
René Magritte, La bagnante, 1925. Charleroi, Musées des Beaux-Arts
Più volte ha rifiutato il titolo di “artista”, affermando di essere un uomo che pensa e che comunica il suo pensiero attraverso la pittura come altri possono farlo attraverso la letteratura o la musica, per lui la pittura è un mezzo per esprimere pochi concetti fondamentali volti a rovesciare continuamente il nostro senso comune delle cose. Un atteggiamento tipicamente filosofico, dal quale discende la prosaicità del suo stile molte volte definito accademico e antipittorico, che rivela la mente indagatrice di un filosofo e trova puntuali coincidenze nei suoi numerosi scritti. Magritte tende a lavorare e rilavorare su una piccola gamma di varianti in tempi diversi, elaborando alcune idee chiave, in massima parte presenti nei suoi quadri se non altro allo stato di abbozzo già dal 1926.

RENE MAGRITTE QUADRI

René Magritte, Il lume filosofico, 1936. Collezione privata
La continuità della sua ricerca è infatti documentabile fin dagli esordi quando, sia pure in modo discontinuo, frequenta l’Accademia di Belle Arti, conosce poeti e letterati dell’avanguardia di Bruxelles come Pierre Bourgeois, Pierre Louis Floquet e dipinge quadri di ascendenza cubista e futurista: si tratta perlopiù di immagini di locomotive, stazioni ferroviarie, paesaggi. Sin da queste opere sono presenti motivi che preludono alla sua successiva ricerca. Per esempio in uno dei pochi dipinti sopravvissuti, Ragazza, la metamorfosi dell’organo sessuale femminile in una rosa tradisce intenzioni che superano preoccupazioni di carattere puramente formale. L’interesse per il dinamismo futurista si traduce immediatamente come possibilità di collocare sulla tela gli oggetti, sovrapponendoli, intersecandoli illogicamente in modo da far perdere loro la posizione abituale; altrettanto la grammatica cubista diventa la palestra dove esercitare lo studio della struttura della pittura e dello spazio.