Prima rivoluzione industriale: conseguenze

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Tema svolto sulle conseguenze sociali della prima rivoluzione industriale: la condizione degli operai nelle fabbriche (2 pagine formato doc)

PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIIALE: CONSEGUENZE

Traccia una panoramica della conflittualità sociale datori di lavoro-prestatori d’opera in Inghilterra durante la Prima rivoluzione industriale.

Il XVIII secolo fu caratterizzato da una molteplicità di mutamenti che investirono inizialmente l’Inghilterra ed in seguito tutto il resto d’Europa; le innovazioni tecniche, tra le quali la macchina a vapore e i telai meccanizzati, la diffusione dell’idea di progresso e il rinnovamento dei sistemi di produzione (la fabbrica si sostituisce al lavoro artigianale) segnarono l’inizio di un processo che portò gli Stati europei verso una rivoluzione politica, economica e sociale: la Prima rivoluzione industriale.

Un’importante ruolo nel mutamento della struttura sociale è svolto dalla recinzione e privatizzazione di tutti quei terreni comunali che durante il medioevo erano utilizzati dai contadini per la raccolta di legno e per il pascolo; il possesso delle terre si concentrò nelle mani di pochi proprietari che assumevano braccianti per lavorarle e i contadini, che non avevo più la possibilità di lavorare indipendentemente, si spostarono in massa nelle città in cerca di un impiego nelle nuove fabbriche manifatturiere.

Prima rivoluzione industriale: conseguenze sulla vita degli operai

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Alla formazione di una classe di capitalisti industriali, corrispose dunque la nascita di una nuova classe di operai salariati nullatenenti.

Una delle prime conseguenze della rivoluzione fu l’aumento della popolazione che iniziò a concentrarsi nelle città: ciò fece sì che attorno alle fabbriche nascessero veri e propri quartieri malsani e sovraffollati dove le condizioni igieniche erano precarie (senza acqua corrente e fognature) e la densità abitativa favoriva il diffondersi di malattie epidemiche.
La rivoluzione industriale ebbe enormi conseguenze sociali: le condizioni di lavoro degli operai erano durissime, i turni in fabbrica erano uguali per tutti ed erano di 16-17 ore al giorno. L’operaio entrava in fabbrica la mattina e ne usciva la sera, e molto spesso il pranzo e la cena avvenivano in fabbrica, mancando il tempo per tornare a casa. In pratica tutta la vita dell’operaio era assorbita dalla fabbrica dove il ritmo lavorativo era imposto dalla macchina.

Conseguenze della Seconda rivoluzione industriale

CONDIZIONI DEGLI OPERAI NELLA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Le condizioni dell’ambiente di lavoro erano precarie: gli stanzoni erano poco illuminati e poco areati, il rumore e le polveri accompagnavano il ritmo incessante delle macchine. Le donne e i bambini venivano sfruttati in misura anche maggiore degli adulti, infatti la piccola taglia dei fanciulli e l’agilità delle loro dita erano il migliore ausilio per le macchine e la loro debolezza era una garanzia di docilità. Senza fatica li si poteva ridurre in uno stato di obbedienza passiva cui gli uomini adulti non si lasciavano facilmente piegare. La sorte di questi bambini fu particolarmente penosa perché erano sottoposti ad una schiavitù disumana senza ricevere nemmeno alcun tipo di istruzione. Infatti sapevano eseguire soltanto l’operazione alle macchine cui erano stati incatenati. La sicurezza nelle fabbriche era scarsa e gli infortuni erano molto frequenti, spesso si verificavano anche incidenti mortali.