L'aggressione nazista: tema

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L'aggressione nazista alla Polonia e alla Cecoslovacchia, durante la Seconda guerra mondiale. Tema sull'aggressione nazista (2 pagine formato pdf)

L'AGGRESSIONE NAZISTA: TEMA

Tema.

L'aggressione nazista nella seconda guerra mondiale. La guerra, che metodicamente Hitler preparava sin dal 1934, doveva dapprima investi l'Est Europeo. Presupposto dell'espansione ad est, necessaria per assicurare al popolo tedesco il ruolo che gli spetta su questa terra, era la conquista strategica dei pilastri che consentono il controllo dell'Europa orientale: l'alta valle del Danubio e i monti della Boemia del Tatra. L'Austria e la Cecoslovacchia, bastioni dell'impero medioevale, dovevano tornare a far parte del risorto Reich tedesco.
Il primo obiettivo prescelto fu l'Austria. L'Anschluss fu facilitato dal passaggio di Mussolini all'alleanza tedesca. Per sbarrare il passo all'aggressione, l'Unione Sovietica propose un patto tra le potenze, ma la Francia e l'Inghilterra, come Hitler aveva previsto, non mossero un dito per difendere l'Austria e, pur di tenere la Russia fuori dal concerto europeo, accettarono il fatto compiuto, limitandosi a proteste verbali. Non si voleva rompere con la Germania considerata il baluardo continentale antibolscevico. La passività delle potenze incoraggiò Hitler a portare avanti i suoi piani.

Il Nazismo: tema storico

L'AGGRESSIONE NAZISTA ALL'EUROPA

Con l'aggressione alla Cecoslovacchia non avrebbe soltanto conquistato una posizione strategica dominante nell'Europa dell'est, ma avrebbe potuto disporre delle risorse minerarie e dei grandi impianti siderurgici e meccanici della Boemia e della Moravia: preziosi acquisti per un paese che aveva scelto la politica della conquista e della guerra. In un primo tempo Hitler si limitò ad esigere per le minoranze tedesche dei Sudeti il diritto di autodecisione, affinchè esse potessero ricongiungersi alla patria tedesca, minacciando la guerra in caso di rifiuto. La questione, montata artificialmente da Berlino, mirava semplicemente a fornire pretesti per eliminare la Cecoslovacchia dalla carta dell'Europa. Mentre la macchina militare tedesca si metteva in moto, pronta ad invadere il paese alla scadenza dell'ultimatum, la diplomazia franco-inglese dissuadeva il governo ceco da ogni proposito di resistenza. In extremis Mussolini si fece promotore d'una conferenza internazionale (conferenza di monaco) ponendosi come mediatore tra tedesche e anglo-francesi. Fu una capitolazione per le democrazie occidentali e l'inizio della fine per la Cecoslovacchia, che fu privata del territorio dei Sudeti, annesso al Reich insieme al formidabile complesso industriale Skoda. Solo due settimane dopo gli accordi di Monaco furono decise nuove misure contro gli Ebrei: la persecuzione avrebbe raggiunto i suoi momenti più drammatici fra il 1938 e il 1939, quando l'occupazione dell'Austria e della Cecoslovacchia pose i nazisti a contatto con le ricche e fiorenti comunità di quei paesi.