l' eredita dei greci

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riflessione sull' ereditè del mondo greco: La riflessione etica sulla civiltà dell'uomo non può esimerci dal riconoscere che qualsiasi forma di umana convivenza non può fondarsi sulla forza brutale, ma sull’adesione dei cuori... (5 pagine formato doc)

L'EREDITA' DELLA GRECIA L'EREDITA' DELLA GRECIA   La riflessione etica sulla civiltà dell'uomo non può esimerci dal riconoscere che qualsiasi forma di umana convivenza non può fondarsi sulla forza brutale, ma sull'adesione dei cuori.
Sulla base di questo principio la civiltà dell'Europa ha percorso un lungo cammino, seguendo le direttrici del pensiero greco e muovendosi nell'ambito dell'etica del diritto romano: “honeste vivere, alterum non laedere, unicuique suum tribuere” . Una civiltà antica, dunque, che nonostante por­ti con sé un bagaglio di errori e di contraddizioni, resta pur sempre una fonte di illuminata saggezza, a cui ci si può rivolgere per attingere nuova forza e per dare significato alla nostra esperienza. Quella civiltà rimane quindi una sorgente ine­sauribile di ammaestramento ,nella quale è possibile riconoscere le radici della nostra storia e della nostra cultura.
Ma ricercare le tracce che la nostra civiltà ha percorso nei secoli ha un senso, se sapremo riconoscerci eredi di quel patrimonio di pensiero che ha fatto di noi non un aggregato di individui, ma una coscienza. Ed è a questa coscienza che dobbiamo richiamarci per riscoprire le ragioni ideali e concrete che debbono spingerci a chiarire il nostro presente e ad orientare il nostro futuro. La coscienza di essere uomini dotati di ra­gione, che ci distingue da ogni altro essere vivente e ci consente di essere - come dicevano i Greci - “mille volte più cari agli dei immor­tali". Ora il porre l'accento sul valore morale ol­tre che politico della coscienza ha per me il significato di una indicazione che ci porta a scoprire quell'umanesimo espansivo della nostra tradizione, esplicantesi nella obbedienza razionale ad un ordine giuridico-politico di civile convivenza. Ed ecco allora il ruolo della memoria, senza la quale non può esserci garanzia del presente, né sicurezza d'avvenire. I Greci della memoria avevano fatto addirit­tura una divinità, sacralizzando così il valore di essa. Infatti nel pantheon greco c'è una divinità che porta il nome  di Mnemosyne. Ma che cosa è questa memoria ? Per i Greci essa era una divinità che presiedeva essenzialmente a una funzione poetica. Nel mondo mitico greco Mnemosyne era la ma­dre delle nove Muse, che ispiravano i poeti, i quali diventavano interpreti della dea, come i profeti che sono gli annunziatori e gli inter­preti della volontà divina. Per noi oggi la memoria ha un senso, non in quanto il ricordo del passato può far rivivere ciò che non è più, ma in quanto ci fa capire che il passato è parte integrante del presente. Quando diciamo che la storia è "magistra vitae" intendiamo , infatti, attribuire al nostro passato, quale che esso sia, un ruolo importante perché esso ci aiuta a meglio comprendere il no­stro operare, e a saper discernere le scelte che quotidianamente siamo chiamati a compiere. La storia dell'uomo sappiamo che non procede per salti, ma si sviluppa seguendo un criterio di conseguenzialità e di continuit