Moderati e democratici nel Risorgimento: tema

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Tema svolto sui moderati e democratici nel processo di unificazione italiana (2 pagine formato doc)

MODERATI E DEMOCRATICI NEL RISORGIMENTO

Utilizzando i termini elencati all’inizio di Capitoli 1 e 3 nelle Parole collegate, scrivi un tema storico dal titolo ”Moderati e democratici nel processo di unificazione italiano”.

Considera come possibile traccia i seguenti punti:
•    Differenze politico-ideologiche fra i due orientamenti
•    Maggiori personalità
•    Differenze strategiche
•    Collaborazioni tattiche
•    Iniziative democratiche e loro esiti
•    Ruolo di Cavour nella strategie moderata
•    1859-1860 come esempio dell’intreccio delle due azioni.

Camillo Benso conte di Cavour: biografia e pensiero

MODERATI 1800

Nel corso dell’Ottocento in Italia si fronteggiavano le due principali linee di pensiero politico: quello dei moderati e quello dei democratici.
I moderati, più pragmatici e conservatori, ritenevano che gli obiettivi dovessero essere raggiunti gradualmente mediante un processo riformatore guidato dai sovrani  e pensavano all’Italia del futuro come a una monarchia costituzionale di carattere liberale.


Tra i sostenitori di questa linea politica troviamo Gioberti, d’Azeglio, Balbo e Cavour. Quest’ultimo riteneva che il progresso economico e civili del Piemonte e la sua trasformazione in uno stato moderno fossero premesse indispensabili per consentirgli di assumere un ruolo dirigente nella vita politica italiana. Inoltre immaginava una monarchia parlamentare come quella inglese per creare un alleanza tra aristocrazia e borghesia.  I principali obiettivi che voleva raggiungere erano l’ammodernamento delle strutture economiche, il libero scambio, la modernizzazione dell’agricoltura, la costruzione delle infrastrutture e il miglioramento del sistema finanziario e creditizio con la creazione della Banca Nazionale.
Cavour strinse un accordo fra Centro-Destra e Centro sinistra che venne chiamato “connubio” in modo da escludere le ali estreme del parlamento e rafforzare la camera elettiva di fronte al sovrano.

LE IDEE DEL RISORGIMENTO

I democratici, più idealisti, ritenevano che il Risorgimento dovesse essere frutto dell’iniziativa popolare e dovesse realizzarsi attraverso un’insurrezione nazionale. Essi pensavano all’Italia come a una repubblica fondata sul principio della sovranità popolare.
I principali provvedimenti che volevano assumere erano l’abolizione della censura di stampa, la nazionalizzazione delle proprietà ecclesiastiche (con il programma di attuarne la divisione e l’assegnazione ai contadini) e l’elaborazione di una Costituzione democratica.
 Le maggiori personalità in questa linea politica erano Mazzini, Ferrari, Montanelli, Garibaldi, Cattaneo, Pisacane.
L’ iniziativa democratica si fece sentire in due diverse fasi: nel 1948 e nel 1953. Nella prima fase i democratici insorsero in Toscana dove il potere fu assunto da un triumvirato democratico con il progetto, non realizzato, di dare vita a una repubblica nell’Italia Centrale a Roma. Il papa abbandonò la città e  il potere venne preso dal un altro triumvirato che proclamò la repubblica romana. Questi governi caddero successivamente per l controffensiva austriaca e francese.