La nuova frontiera di Kennedy: tema

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Tema sulla nuova frontiera di Kennedy: il significato (2 pagine formato pdf)

NUOVA FRONTIERA KENNEDY: TEMA

Tema: La nuova frontiera di Kennedy.

L'otto novembre 1960 John Kennedy fu eletto alla presidenza degli Stati Uniti, superando di strettissima misura il candito repubblicano R. Nixon.
Aveva quarantatre anni e proveniva da una ricca famiglia cattolica di origine irlandese. Il suo programma di governo, che si riallacciava alla tradizione progressista di Roosevelt, suscitò consensi e speranze nell'opinione americana ed anche mondiale. Kennedy ne indicò le linee fondamentali nel discorso di investitura, conosciuto come discorso della Nuova Frontiera. In politica interna Kennedy avanzò un programma di ispirazione keynesiana, inteso, cioè, ad aumentare la spesa pubblica e a ridurre le tasse allo scopo di stimolare l'economia e riassorbire la disoccupazione; ma le proposte più propriamente sociali vennero respinte dal Congresso, nel quale la presenza repubblicano-moderata era molto forte. Anche il
proposito di garantire l'integrazione razziale e di farla rispettare negli stati del sud fu fortemente ostacolato e non si realizzò pienamente.

John Fitzgerald Kennedy: storia

NUOVA FRONTIERA SIGNIFICATO

In politica estera Kennedy univa ad un'autentica aspirazione alla pace e alla distensione con l'URSS l'assillo dell'intransigente difesa degli interessi degli Stati Uniti nel mondo. Dall'intreccio di queste tendenze scaturirono l'impennata delle spese militari ed una serie di confronti con il mondo comunista, tanto duri e drammatici da ricordare i momenti più difficili della guerra fredda. Per fare un esempio, il primo incontro tra Kennedy e Kruscev, tenuto a Vienna nel giugno 1961 e dedicato al problema di Berlino Ovest, si risolse in un fallimento e provocò, poco dopo, la costruzione di quel muro che doveva simboleggiare la chiusura e la separazione Est-Ovest. Nel nuovo ordine mondiale progettato da Kennedy assumevano grande rilievo i rapporti tra Stati
Uniti ed Europa occidentale. Attraverso la progressiva riduzione delle tariffe e l'intensificazione degli scambi, il mercato statunitense e quello comunitario europeo avrebbero dovuto costituire un'area economica omogenea, mentre l'Alleanza atlantica avrebbe provveduto all'integrazione militare delle due comunità non più separate ma unite dall'oceano.

POLITICA DI KENNEDY

Per quanto concerneva i problemi strategici, gli alleati europei avrebbero dovuto aumentare la loro partecipazione nel settore degli armamenti convenzionali, lasciando agli Stati Uniti la messa a punto e la gestione dell'arsenale nucleare. Il grande disegno di Kennedy si configurava dunque, come la creazione di una comunità sovranazionale atlantica fondata su basi confederali. Accanto agli entusiasmi e alle adesioni suscitate da tali proposte, è necessario ricordare la durissima opposizione del presidente francese Charles De Gaulle. Questi, considerando lo stato nazionale come un monumento essenziale e non
superabile della storia e della civiltà europea, contrapponeva all'Europa integrata, federalistica e sovranazionale del progetto di Kennedy, l'Europa delle patrie, basata sull'autonomia dei singoli stati e sulla collaborazione tra le nazioni.

NUOVA FRONTIERA KENNEDIANA

Nei confronti dell'america latina, agitata dai fermenti rivoluzionari riaccesi dal successo della rivoluzione di Fidel Castro a Cuba, Kennedy esordì con un gravissimo smacco. Portando avanti la politica delle precedenti amministrazioni, il nuovo presidente, dopo aver tentato di soffocare economicamente l'isola socialista, vi autorizzò lo sbarco di 1500 esuli cubani addestrati ed equipaggiati negli Stati Uniti. Sbarcate nella parte meridionale dell'isola, nella località detta Baia Dei Porci, le forze controrivoluzionarie furono annientate dall'aviazione e dall'esercito castristi. Per riaffermare l'egemonia statunitense sul continente americano Kennedy lanciò un vasto piano di aiuti finanziari al fine di realizzare una rivoluzione democratica capace di determinare un effettivo
progresso economico e sociale e di sottrarre a Castro le simpatie che suscitava in tutti i paesi dell'America del Sud.