I dati sensibili e privay: tesi di laurea

Appunto inviato da martaferrucci
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Tesi di laurea sul trattamento dei dati personali e sensibili e prospettive di tutela della privacy nel cyberspazio (281 pagine formato )

I DATI SENSIBILI E PRIVACY: TESI DI LAUREA

Introduzione.

I mutamenti politici, sociali ed economici obbligano al riconoscimento di nuovi diritti”: così scrivevano nel 1890 Warren e Brandeis nell’articolo che, ancora oggi, viene ritenuto il fondamento del “ Right of  privacy” . Il diritto alla riservatezza nasceva così nel Common Law, come reazione alle indiscrezioni dell’ Evening Gazette di Boston sulle amicizie della signora Warren e sulle nozze della figlia di Warren. La citazione dell’articolo di Warren e di Brandeis è divenuta quasi obbligatoria quando si parla di privacy e, in particolare, di legge sulla protezione dei dati personali.
Invece, meno noto è che, cinque anni prima dei due nordamericani, Rudolf  Jhering  aveva dimostrato che i diritti privati soggettivi possono tutelare interessi non economici.
L’occasione gli era stata offerta da una nuova tecnologia del suo tempo: la fotografia. Nel suo articolo Jhering sosteneva il diritto di una persona di opporsi al fatto che il proprio ritratto fosse esposto in vetrina dal fotografo o da lui venduto senza autorizzazione.

Tema sui social network e i giovani


TRATTAMENTO DATI SENSIBILI PRIVACY

Jhering non parlava ancora di diritti della personalità, ma il suo articolo introduceva questo tema nella letteratura giuridica europea. Da allora è passato più di un secolo. Il diritto e la tecnologia hanno percorso molta strada e l’informatica ha trasformato il mondo della meccanica e della chimica, scienze di punta nel XIX secolo, nel mondo dell’elettronica e dell’informazione. I diritti della personalità, che già da tempo potevano correre rischi per colpa delle rotative o di un’emulsione fotosensibile, sono esposti a ben maggiori pericoli in una società dove l’informatica, la telematica e la multimedialità hanno cancellato il tempo e lo spazio nello scambio di informazioni. Ciò anche all’insaputa o contro la volontà dell’interessato. Si pensi alla crescita delle tecnologie interattive per l’uso delle quali il cittadino non ha la possibilità di scegliere se dare o no il consenso al rilascio di certe informazioni e conseguentemente alla loro circolazione, dal momento che questa evenienza è la condicio sine qua non per godere di un certo servizio. Il loro uso diventa, allora, l’occasione per raccogliere informazioni sulle abitudini, per esempio, del titolare di una carta di credito da parte di una banca. Il solo fatto di usare tali tecnologie lascia “una traccia (che) è il prodotto automatico dello svolgimento di una attività  e si presenta nella forma del transactional data” .

I giovani e i social network: tema svolto


QUALI SONO I DATI SENSIBILI DA NON PUBBLICARE

Non si tratta solo dell’esigenza di essere difeso dall’indiscrezione del proprio vicino, ma ancor di più di essere arbitro dei propri rapporti sociali, di riflettere nel sociale il proprio essere nella misura ritenuta più idonea e confacente alla propria personalità e, comunque, di impedire che il sociale condizioni oltre ogni limite l’espressione e l’evoluzione della propria individualità, il proprio modo di essere e di vivere” .
Tale pericolo, occorre dire, cresce con il perfezionarsi dei sistemi di elaborazione dei dati. La potenzialità lesiva della raccolta e del trattamento dei dati è di per sè enorme, anche se non va assolutizzata. Infatti, potrebbe considerarsi l’esistenza di interessi superiori confliggenti con l’assoluto celamento delle informazioni su un soggetto, i quali vengano contemperati con il suo desiderio di intimità.