Definizione e storia della metafora

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Estratto di tesi di laurea specialistica sulla metafora. Excursus storico e linguistico: da Aristotele alla linguistica generativa degli anni 60 (7 pagine formato doc)

1.1 Definizione e storia della metafora

La metafora, dal latino metaphŏra, greco μεταϕορά, propriamente “trasferimento”, derivato di μεταϕέρω “trasferire”, indica un processo linguistico espressivo, figura della retorica tradizionale basato su una similitudine sottintesa, ossia su un rapporto analogico per cui un vocabolo o una locuzione sono usati per esprimere un concetto diverso da quello che normalmente esprimono. 
La retorica tradizionale costituiva un sistema di norme convenzionali atte ad aiutare il relatore nell’organizzazione del discorso. 


Nasce nella Sicilia del sec.
V a.C.
e suoi creatori sono i siracusani Còrace e l'allievo Tisia. Successivamente Gorgia di Leontini, scolaro di Tisa, porta i modi e forme del “dire meglio” ad Atene, per Gorgia la retorica era l'arte dell'allettare con malie di suoni e di ritmi e per questo la sua prosa era quasi poesia. Della scuola gorgiana è Isocrate, egli elaborò discorsi-modello e ne scrisse alcuni per essere pronunciati in giudizio. Isocrate coltivò soprattutto, sulle orme di Gorgia, l'eloquenza epidittica o d'apparato. La retorica diventa dunque dominatrice della cultura, si impone sull’eloquenza e invade anche il campo della poetica. Aristotele la elaborerà su basi logiche. 


Il discorso sulla metafora si inserisce, dunque, in un più ampio dibattito che riguarda la retorica e la dialettica all’interno delle teorie delle funzioni del linguaggio. Tale figura del discorso è considerata da Aristotele propria dell’elocutio (descrizione del funzionamento dei tropi) e per tanto strumento edificante del discorso stesso. Oltre all’elocutio, Aristotele pone l’inventio e la dispositio per quanto riguarda la costruzione del discorso, per cui la metafora ha importanza relativamente ad una realtà del discorso più ampia e complessa. 
Il termine metafora appare per la prima volta non in Aristotele ma nell’Evagora di Isocrate (370 – 365 a. C.) nel quale si fa una distinzione tra poeti e prosatori e si dice che solo i primi possono giovarsi dell’utilizzo di simili «abbellimenti verbali».  In questo senso la metafora, già prima dell’autorevolezza attribuitagli da Aristotele, designava un uso non comune della parola. Fu lo Stagirita, poi, a stabilire e codificare per sempre il significato scientifico-concettuale del termine, sia nella Poetica che nella Retorica.