L'andalucismo lorchiano: Federico Garcia Lorca e l'Andalucia

Appunto inviato da krisneworder
/5

Appunto sul rapporto del poeta con la sua terra natia all'interno delle sue opere (3 pagine formato doc)

Nella sua edizione critica al Poema del cante jondo y Romancero gitano, Juan Caballero afferma a proposito dell’opera di García Lorca: 
Su creación poetica señala, más que una trayectoria, un florecimientos de temas, intuiciones y obras, cuyo gérmenes estaban ya en su primer libro de poemas.
Dentro de este florecimientos notamos dos factores determinantes que caracterizan todas sus obras poeticas, [...] dos presencias, que son: por un lado la presencia de Andalucía, y por otro la constancia de creación que a veces se manifiesta como innovación.


Di queste due presenze, quella che si manifesta con maggior frequenza è senza dubbio quella dell’Andalusia. Essa infatti rappresenta una costante nell’equazione poetica lorchiana.
Andalusia, «el ombligo de occidente», antica terra alla pari di Grecia e Roma, patria di imperatori e filosofi, terra di fusione tra oriente ed occidente, tra sacro e profano, culla di un’antica cultura millenaria che in nessun altro poeta come in Lorca  ha trovato una tale espressione, tanto da poter dichiarare che egli ne sia il “cantor mayor”. 
«Andalucía lorquiana: cante muy hondo y altísimo canto»  così il poeta e amico di Lorca, Jorge Guillén, descrive l’essenza dell’Andalusia cantata dal poeta.


In uno studio critico sul Romancero Gitano, Oreste Macrì afferma che il poeta «compie un viaggio sotterraneo nelle viscere della sua Andalusia, scuoiando la terra e gli uomini, intento al detrás e al más allá, cioè alla verità originaria, ai ceppi della cultura andalusa, dell’allegria e della luce, della musica e del colore».