La colecistectomia videolaparoscopica

Appunto inviato da genny47
/5

Tesi di laurea della facoltà di medicina riguardante la colecistectomia videolaparoscopica (revisione della casistica) (64 pagine formato doc)

La colecistectomia videolaparoscopica ha goduto, dalla sua introduzione nella pratica chirurgica da parte di Mouret nel 1987, di un fortissimo consenso e di una altrettanto rapida diffusione tanto da rappresentare, oggi, l'intervento d'elezione nelle affezioni colecistiche non neoplastiche. Riservata inizialmente a casi selezionati e praticata esclusivamente da specialisti, col tempo ha visto allargare le sue indicazioni a pazienti sempre meno selezionati fino alla sua applicazione in urgenza; contemporaneamente una maggior quota di chirurghi non specializzati ha iniziato ad eseguire questo intervento. Queste condizioni hanno portato ad un aumento di incidenza delle complicanze legate all'intervento e ad una maggior responsabilità, nelle genesi delle stesse, attribuibile alla "learning curve" ma contemporaneamente la vasta diffusione di questa tecnica ha permesso di conoscere e studiare le condizioni che predispongono maggiormente alle complicazioni; lo studio di queste condizioni ha permesso quindi di perfezionare la tecnica operatoria e di sviluppare un iter diagnostico pre, intra e post-operatorio tale da minimizzare il rischio. A nove anni dall'introduzione della colecistectomia videolaparoscopica nel nostro reparto e data la quantità di materiale bibliografico esistente ormai in materia, nostro interesse è quello di valutare la nostra esperienza, in riferimento all'incidenza e al tipo di complicanze iatrogene intraoperatorie, nei confronti delle casistiche internazionali. CENNI DI ANATOMIA La colecisti è un organo piriforme annesso alle vie biliari alloggiato in una depressione posta anteriormente al solco sagittale destro sulla faccia viscerale del fegato chiamata fossa cistica. Ha una lunghezza di 8-10 cm, una larghezza di 3-4 cm e può contenere, in condizione di media replezione, 50-60 cm3 di bile. Si possono riconoscere quattro porzioni: un fondo (1), un corpo (2), un infundibolo (3) e un collo (4); questo si continua con il dotto cistico (5) che si inserisce poi nella via biliare principale. Figura 1 La variabilità con cui il dotto cistico si inserisce sulla via biliare principale è notevole anche se si possono riconoscere alcune modalità di inserzione più frequenti.
Il dotto cistico può: 1. decorrere parallelamente alla via biliare per un tratto più o meno lungo 2. incrociare la via biliare principale anteriormente con sbocco sulla sinistra 3. incrociare la via biliare principale posteriormente con sbocco sulla sinistra 4. avere un decorso corto con colecisti ipotrofica o atrofica 5. avere un decorso corto con il collo colecistico fuso con la via biliare principale 6. avere un decorso lungo con sbocco nella via biliare in basso o anche nella papilla. Figura 2 La colecisti è irrorata dall’arteria cistica che origina dall’arteria epatica di destra e si porta verso il collo dell’organo passando ora a destra, ora a sinistra del dotto cistico; sulla faccia inferiore da origine ad un ramo destro e uno sinistro c.