Tesina maturità sulle bolle di sapone

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Tesina maturità sulle bolle di sapone: un viaggio alla scoperta di questo magico fenomeno con collegamenti in arte, la letteratura, la filosofia e matematica (19 pagine formato pdf)

TESINA MATURITA' SULLE BOLLE DI SAPONE

Premessa: perché le bolle di sapone?
“Fate una bolla di sapone e osservatela: potreste passare tutta la vita a studiarla.”
Lord Kelvin
Questa affermazione del grande scienziato britannico Lord Kelvin, potrebbe sembrare, a prima vista, estremamente esagerata: cosa c’è di più semplice di una bolla di sapone? Chi non si è mai divertito durante l’infanzia nel realizzare queste magiche sfere trasparenti? Fare bolle di sapone infatti è stato, ed è tutt’oggi, uno dei passatempi più diffusi tra i bambini di tutto il mondo, perché molto semplice ed economico.

Con mezzi comuni si possono creare
questi globi iridescenti che si uniscono se si incontrano, volano lontano in presenza di vento, altrimenti ondeggiano nell’aria e restano in equilibrio nel vuoto.
Il loro fascino è però destinato a svanire in breve tempo: dopo qualche istante infatti la bolla di sapone scompare, lasciando il nulla dietro di sé.
Il fenomeno produce un sicuro effetto di meraviglia, ma vale davvero la pena occuparsi di un argomento così inconsistente ed effimero come quello delle bolle di sapone?

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TESINA BOLLE DI SAPONE COLLEGAMENTI

Secondo il mio punto di vista, sì. Il mio primo incontro con le bolle di sapone risale a molto tempo fa, quando, ancora bambina, scoprii che grazie ad un magico composto profumato, ero in grado da sola di creare delle meravigliose sfere di mille colori.
Solo molto più tardi mi resi conto che in quel momento la mia meraviglia si soffermava soltanto sul lato ludico di un fenomeno che in realtà riveste moltissimi aspetti diversi; soltanto grazie alla lettura del saggio “Bolle di sapone. Tra arte e matematica” di Michele Emmer, professore di
matematica all’università “La Sapienza” di Roma, ho scoperto che le bolle di sapone racchiudono in sé un intero mondo. Superati perciò i miei iniziali timori circa l’apparente leggerezza e superficialità dell’argomento, decisi che, come questo tema aveva colpito me, forse sarebbe riuscito ad affascinare altri.
Le bolle di sapone, così fragili, definite da Mark Twain “la cosa più bella e la più elegante che ci sia in natura”, hanno infatti profonde radici nella storia.
È il XVII secolo quello in cui si manifesta la maggiore attenzione per le bolle di sapone, e la loro lunghissima storia non parte dalla scienza, bensì dall’arte.
I primi ad esserne affascinati furono artisti e pittori: gli uni colsero fin da subito il loro evidente simbolismo legato alla vanitas e fecero delle bolle di sapone l’allegoria della fragilità della vita umana, gli altri aggiunsero a questo significato simbolico, l’interesse per i giochi di luce delle bolle, che erano molto difficili da rappresentare per via della loro mutabilità.

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BOLLE DI SAPONE LETTERATURA INGLESE

In questo secolo dunque l’utilizzo della bolla di sapone con il simbolo di vanitas diviene una costante nell’arte. Una serie di opere olandesi del XVI e XVII secolo, è ritenuta l’inizio della fortuna delle bolle di sapone; si tratta di alcune incisioni realizzate da Hendrik Goltiuz (1558-1671), pittore ed incisore
olandese del primo periodo Barocco. La più celebre è quella dal titolo Quis evadet?, (Chi sfuggirà?), del 1594, la quale simboleggia un destino cui nessuno può sfuggire. Un altro dipinto chiave nella storia delle bolle di sapone sono le diverse versioni che Jean Baptiste Chardin, pittore settecentesco, realizzò del dipinto dal titolo “Les bulles de savon” nel 1734.

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TESINA SUL SAPONE

Vi è poi forse il più celebre dipinto sulle bolle, collegato indubbiamente al precedente, di Edouard Manet, dall’omonimo titolo “Les bulles de savon”, del 1878, oggi a Lisbona. Ad essere affascinati dalle bolle di sapone furono poi anche molti poeti.