Frida Kahlo, tesina maturità

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Frida Kahlo: tesina maturità con collegamenti in storia, filosofia ed arte (27 pagine formato doc)

FRIDA KAHLO, TESINA MATURITA'

Indice:
Prefazione
Biografia
Trockij
Freud ed i surrealisti
Surrealismo
Bibliografia
Prefazione
Perché Frida?
Il panorama intellettuale europeo dei primi decenni del Novecento fu caratterizzato da un fermento culturale assai vivace: Cubismo, Futurismo, Dadaismo, Surrealismo ma anche Freudismo e Relativismo … Decine di movimenti, di stili, di sperimentazioni che diverranno una sorta di richiamo e  un’attrattiva non solo per intellettuali e artisti europei ma anche per tutti coloro che dialogavano con essi.


La lontana realtà messicana non fu una eccezione, così come la pittrice Frida Kahlo nata  in un sobborgo di Città del Messico nel 1907.
La curiosità per il suo stile sfrontato, apparentemente semplice, talvolta  crudo e grottesco;  la sensazione di poter individuare un linguaggio non estraneo alla cultura europea d’inizio Novecento, mi hanno portato a interessarmi di Frida Kahlo  al di là delle etichette attribuite di volta in volta al personaggio.

Frida Kahlo: biografia e opere

 

FRIDA KAHLO FILOSOFIA

Dalla sua biografia s’intende che la Kahlo non ignorava le istanze culturali che agitavano il vecchio continente: figlia di un fotografo di origini ungheresi, era una donna colta e interessata all’arte, alla letteratura, alla filosofia, all’archeologia  oltre ad essere sempre ben informata sul panorama internazionale delle avanguardie.


Sarebbe ingenuo credere che Frida Kahlo avesse affidato alla casualità del destino l’incontro con l’artista più famoso del Messico, il muralista e attivista rivoluzionario Diego Rivera o che non fosse preparata all’incontro con Breton, poeta e ideatore del manifesto Surrealista giunto nel 1938 in Messico con la moglie Jacqueline, o che non avesse cognizione dell’incredibile esperienza che gli si offriva accettando di dare ospitalità a Casa Azul a  Lev  Trockij (politico rivoluzionario russo esiliato in Messico).
La sua storia racconta di  amori e passioni, di viaggi e d’incontri, di grande dolore fisico e di gioia di vivere, di spontaneità e di grande perizia nello studio (tralasceremo perché non inerente al tema trattato tutta la produzione artistica legata alla grande passione per la cultura popolare messicana).

Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo: biografia e opere

 

FRIDA KAHLO TESINA ARTE

Le sue opere che a una prima lettura  sembrano nascere direttamente dall’esperienza delle sue tragiche vicende terrene (per le quali si rimanda alla Biografia), possono apparire quasi banali per la semplicità dei tratti e di organizzazione dello spazio.
 A  questa sensazione subentra però la percezione della presenza di un mondo che racchiude in se molteplici piani di lettura.  Così ci si chiede se sia possibile  circoscrivere il fenomeno Frida Kahlo a un unico ambito artistico, letterario o storico: fin dal 1939 la rivista francese Vogue Magazine la scelse quale icona della donna messicana; da allora la pittrice ha vestito il ruolo di anticipatrice del movimento femminista piuttosto che d’icona del movimento rivoluzionario comunista.

Frida Kahlo: biografia

 

FRIDA KAHLO: PERIODO STORICO

Si è dedotto altresì che l’artista, usando il proprio corpo come voce per le sue sofferenze fisiche e psichiche, abbia anticipato quella che sarà la body art .
Andrè Breton definì  l’opera di Frida “concepita nella totale ignoranza”  delle ragioni che avevano ispirato i surrealisti ma comunque di matrice surrealista. Del movimento surrealista la Kahlo affermava: “ Il Surrealismo è la magica sorpresa di trovare un leone nell'armadio dove si voleva prendere una camicia ”  ma poi,  intimamente trasgressiva e provocatrice, non accettò mai di essere qualcuno o qualcosa che già fosse esistito prima di lei; lo dichiara in varie occasioni e senza possibilità di essere equivocata quando prende le distanze dalle lusinghe dei colleghi francesi definendoli "rimbecilliti lunatici" .  In un’intervista affermò con ironia: “Non sapevo di essere una surrealista, fino a quando Breton non è venuto in Messico e mi ha assicurato che lo ero” .
Infine,  a chi discute della visione onirica e simbolica delle sue opere,  risponde:   “Non ho mai dipinto sogni, ho dipinto la mia realtà ” .