Giovanni Boldini: opere e biografia

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Tesina di storia dell'arte su Giovanni Boldini: opere, breve biografia e descrizione del dipinto "Madame Charles-Max" e del ritratto di "Robert de Montesquiou" (3 pagine formato docx)

GIOVANNI BOLDINI: OPERE E BIOGRAFIA

Giovanni Boldini: colui che rappresentò i volti della Belle Epoque.


Biografia dell’artista in pochi punti:
-Giovanni Boldini nasce a Ferrara nel 1842
-Nel 1862 si trasferisce a Firenze dove si iscrive all’Accademia delle Belle Arti e conosce i Macchiaioli che si riuniscono al Caffè Michelangelo.
-Pochi anni più tardi si reca in Francia, visita l’Esposizione universale e viene a contatto con pittori impressionisti del calibro di Manet, Sisley e Degas.
-Soggiornando a Londra, dove ha a sua disposizione un attrezzatissimo studio in una zona altamente aristocratica, apprende molte tecniche ritrattistiche riconducili a quelle del periodo settecentesco inglese.
-Boldini ritorna a Parigi per aprire un suo studio e realizzare opere commissionate “di genere” dove riporta numerosi ritratti della Belle Époque
-Nel 1931 muore a Parigi a causa di una broncopolmonite.
Prendendo in esame la produzione ritrattistica compiuta dall’artista durante il periodo della Belle Époque (fine Ottocento – periodo immediatamente precedente allo scoppio del primo conflitto mondiale) si può notare un’evoluzione stilistica che passa gradualmente da una pennellata definita e precisa a una pittura sempre più virtuosa. L’apice della resa del movimento coincide con l’invenzione dello stesso Boldini della tecnica “a fuoco d’artificio”.

I Macchiaioli: caratteristiche

GIOVANNI BOLDINI: MADAME CHARLES MAX

Le donne di Boldini:
Il ritrattista aveva una naturale tendenza a rappresentare figure di bellissime donne.

Esse sono modelli di bellezza eruditi, emancipati, maturi. Le modelle sono determinate a mostrarsi protagoniste, a farsi ammirare e comprendere.
Non che Boldini non fosse stato influenzato dai Macchiaioli, dagli Impressionisti o dai ritrattisti inglesi con cui era venuto a contatto, ma comunque preferiva non avere vincoli ed esprimersi attraverso la sua personale originalità e naturalezza.
Eseguendo l’analisi comparata di due opere che ritraggono rispettivamente Madame Charles Max e una ballerina spagnola, si possono apprezzare le particolarità che esse riportano in riferimento alla pittura dell’artista in generale.
In Madame Charles-Max, olio su tela del 1896 custodito al Musée d’Orsay di Parigi, il turbinio che pervade la tela della Ballerina spagnola al Moulin Rouge è totalmente assente. La signora, a figura intera, è colta in tutta la sua bellezza e la sua eleganza. La gamba, posta diagonalmente, costringe l’occhio di chi osserva a catturarne il movimento. Il morbido abito, generosamente scollato, è sorretto in vita da una fusciacca. Le scarpe lucenti e appuntite sono in vista grazie al gesto con cui la protagonista solleva da terra la sua gonna. L’espressione del volto, leggermente inclinato, è intrigante e caratterizzato da un sorriso malizioso. Quest’ultimo pare suggerire l’intenzione della donna di abbandonare la scena pittorica da un momento all’altro. La sagoma del soggetto è chiaramente distinta dallo sfondo. Per quanto riguarda i colori usati, i toni del bianco e del grigio sono dominanti. La fusciacca color oro si confonde nella luminosità dell’abito mentre i capelli neri e lo sguardo creano un forte contrasto che risalta la donna. Nella seconda opera, invece, il nero è presente anche sull’abito ma non crea un forte contrasto: si confonde con la moltitudine di sfumature e colori che caratterizzano l’intero dipinto.