La mafia: tesina

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Analisi del fenomeno della mafia: tesina sulle origini della criminalità organizzata, definizione, il ventennio fascista e secondo dopoguerra, dal controllo degli appalti al traffico degli stupefacenti e lotta alla mafia (5 pagine formato doc)

LA MAFIA: TESINA

La mafia.

1. Definizione. "Complesso di piccole associazioni clandestine (cosche), rette dalla legge dell'omertà e del silenzio, che esercitano il controllo di alcune attività economiche e del sottogoverno nella Regione Siciliana": così, alla voce mafia, recita un dizionario della lingua italiana, il Devoto-Oli.
Il termine “mafia” ha tuttora un’etimologia incerta, ma la più seguita lo fa derivare dall'arabo mahias, "smargiasso", "sfacciato", e con tale significato essa compare per la prima volta in Sicilia nel 1658.
2.
Le origini. "La mafia - scrive lo storico Paolo Pezzino - è una forma di criminalità organizzata che non solo è attiva in molteplici campi illegali, ma tende anche ad esercitare funzioni di sovranità, normalmente riservate alle istituzioni statali, su un determinato territorio [...]. Si tratta quindi di una forma di criminalità che presuppone alcune condizioni: l'esistenza di uno Stato di tipo moderno, che rivendichi a sé il monopolio legittimo della violenza, un'economia libera da vincoli feudali [...], l'esistenza di violenti in grado di poter operare “in proprio”, imponendo anche alle classi dirigenti la propria mediazione violenta".

La mafia: tesina di maturità


TESINA SULLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

La definizione riportata descrive le condizioni nelle quali viene a trovarsi la Sicilia dopo l'abolizione del sistema feudale, proclamata dal Parlamento siciliano nel 1812. Il trasferimento di gran parte della proprietà terriera alla “borghesia”, e quindi il nascente accentramento amministrativo, indusse i nuovi proprietari ad organizzare “bande” o “squadre” indispensabili per la realizzazione del controllo territoriale. Compiti di queste ultime erano: l'offerta di "mediazione" fra ladri e derubati e, più in generale, fra i braccianti, i contadini e i nuovi proprietari, la protezione degli affiliati, e la corruzione dei funzionari pubblici. Inoltre le "cosche" si affermarono progressivamente come "istituzioni di soccorso", capaci di superare con successo ogni conflitto anche con gli organi statali.
Nel periodo seguente l'Unità d'Italia, cioè a partire dal 1860, si videro i primi esperimenti di coordinamento fra cosche; la sottovalutazione del fenomeno mafioso da parte del governo centrale, restio ad avviare un'efficace azione repressiva, consentì la penetrazione della mafia nelle istituzioni legali, contribuendo a legittimare ulteriormente il potere mafioso agli occhi dei siciliani.

La mafia: tesina di terza media


TESINA MATURITA' SULLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA

3. Nel ventennio fascista e nel secondo dopoguerra. La campagna repressiva contro la mafia, voluta da Benito Mussolini (1883-1945) dopo un viaggio in Sicilia nel maggio del 1925 e affidata al prefetto Cesare Mori (1872-1942), si articolava su un piano sia repressivo che sociale: sotto il primo profilo, si faceva ricorso a misure di polizia che si proponevano di sradicare i mafiosi dai territori controllati e di attaccarne il prestigio presso le comunità; dal punto di vista sociale, l'azione era rivolta a neutralizzare il peso del ceto intermedio, abolendo le elezioni politiche e amministrative e riservando allo Stato le funzioni di protezione e di regolamentazione economica. "Entro breve tempo - constatò il sociologo tedesco Henner Hesse - con queste misure si riuscì a spezzare il potere dei mafiosi, da un lato perseguitandoli, dall'altro rendendoli superflui". Con la caduta di Mussolini, alla fine della seconda guerra mondiale, la mafia riapparve come per magia. Gli “uomini d'onore”, tutti antifascisti convinti, passarono direttamente dal carcere alle cariche pubbliche: in realtà, gran parte dei mafiosi era sfuggita alla repressione fascista rifugiandosi negli Stati Uniti d'America, dove dettero vita all'Unione siciliana, che più tardi assumerà il nome di Cosa nostra. Ora alleandosi col fronte separatista, ora sostenendo la proprietà agraria, ora schierandosi con il movimento contadino, essa si confermò compagine multifunzionale e interclassista, legata ad un determinato ambito territoriale, pur se la parentesi americana l'aveva munita di una preziosa rete di collegamenti internazionali.