Osservazione al microscopio di foglie di oleandro, scorza di cipolla e osmosi

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Osservazione al microscopio di foglie di oleandro, scorza di cipolla e osmosi. Voto 7 (prof Scordari) (5 pagine formato doc)

Osservazione di foglie di oleandro al microscopio Filippo Franzolin 4°ALT 13/04/2006 RELAZIONE DI LABORATORIO DI BIOLOGIA Osservazione di foglie di oleandro al microscopio: - note teoriche: l'oleandro appartiene alla famiglia delle Apocinacee.
E' un arbusto sempreverde molto diffuso nelle regioni a clima mediterraneo, che cresce spontaneo in prossimità di corsi d'acqua, spesso frammisto a tamerici o a ulivi. Viene coltivato in diverse varietà per la bellezza della sua chioma, fiorita di bocci bianchi, rosa carico o rossi, e per la capacità coprente del suo fogliame che, anche d'inverno, è adatto a creare siepi o a nascondere muri; pertanto, è molto usato nei giardini mediterranei e anche nell'arredo urbano. Il rigoglio della pianta cela però un'estrema tossicità, dovuta ad alcaloidi che si concentrano soprattutto nella corteccia e nelle foglie.
L'ingestione di queste sostanze produce un avvelenamento che può risultare letale; i sintomi comprendono vomito, vertigini, innalzamento della temperatura corporea e gastroenterite, paralisi cardiaca. In persone sensibili si possono determinare delle dermatiti da contatto solo toccando foglie e fiori; anche il legno è tossico e non va usato come legna per grigliate o spiedini. La foglia dell'oleandro ha una struttura un po' particolare, dovuta ad adattamenti xeromorfici tendenti a limitare la traspirazione. Si osserva infatti una stratificazione sia dell'epidermide superiore che dell'inferiore; vi è inoltre la presenza di uno strato di cellule a palizzata pluristratificato. In particolare, a livello della pagina inferiore, si notano le cripte pilifere, che sono aree di invaginazione dell'epidermide. A livello della nervatura principale si può osservare un fascio cribro-vascolare con floema sia esterno che interno allo xilema. Nella foglia, protetto dall'epidermide superiore (che è rivestita da una spessa cuticola) si trova il parenchima clorofilliano che consta di strati di cellule a palizzata e il tessuto lacunoso. Si può osservare come le cellule del lacunoso si dispongano in modo tale da far si che, per mezzo degli ampi spazi intercellulari, l'aria, filtrando attraverso gli stomi possa arrivare a tutte le cellule che possiedono i cloroplasti e che di conseguenza, se illuminate, sono in grado di fotosintetizzare. Si noti che l'epidermide inferiore, dove si trovano numerosi gli stomi, è a contatto col lacunoso ed anzi ad ogni stoma corrisponde un ampio spazio del tessuto lacunoso. Epidermide inferiore di foglia di oleandro, con due differenti ingrandimenti al microscopio - materiale utilizzato: vetrini portaoggetti, vetrini coprioggetti, pipetta, bisturi, pinzetta, carta assorbente, acqua distillata, microscopio, foglie di oleandro. - procedimento: con questa esperienza possiamo osservare le cellule della foglia di oleandro, preparando prima i tre vetrini corrispondenti alla sezione della pagina inferiore, alla sezione della pagina superiore e alla sezione trasversale della foglia. Per preparare i vetrin