Alcuni tipi di cancro delle donne: al seno e all'utero

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Quadro completo del cancro all'utero e al seno. Dalla storia alla diagnosi, dai sintomi alla prevenzione (16 pagine formato doc)

Il tumore della mammella è il tipo di cancro più diffuso tra la popolazione femminile (dopo i tumori della pelle) Introduzione Il tumore è una malattia causata dalla crescita e divisione incontrollata di un qualsiasi tessuto cellulare.
Tutti i tipi di tumore hanno origine nell'unità fondamentale di ogni essere vivente: la cellula. In condizioni normali le cellule crescono e si dividono in modo ordinato per produrre altre cellule necessarie a garantire le funzioni vitali. Talvolta questo processo si trasforma ad una proliferazione incontrollata, dando luogo alla formazione di una massa di tessuto aggiuntivo, chiamato tumore. Esistono due tipi di tumore: quello benigno e quello maligno (cancro).
Se il tumore è maligno la crescita incontrollata delle cellule viene definita come processo di cancerizzazione. I tumori benigni non mettono in pericolo la vita del paziente, in quanto le cellule tumorali non sono cancerose. Essi non invadono i tessuti circostanti e non si diffondono in altre parti dell'organismo. I tumori maligni, invece, sono formati da cellule cancerose in grado di invadere e di danneggiare i tessuti e gli organi circostanti. Inoltre le cellule maligne possono migrare dal tumore originale e infiltrarsi nel circolo ematico o nel sistema linfatico. In questo modo il cancro si diffonde e può dare origine a tumori secondari. Questo fenomeno viene chiamato metastasi. In seguito ci occuperemo di definire due tipologie di tumore maligno che colpiscono principalmente la donna: il cancro all'utero e il cancro al seno. Cancro al seno Storia del cancro al seno I tumori non sono comparsi, come molti credono, con la civiltà moderna. Nei papiri egiziani di Smith (3000 a.C.) e di Ebers (1500 a.C.), come nei testi dell'antica medicina indiana e persiana, troviamo alcuni riferimenti alle malattie della mammella. Altri riferimenti al trattamento chirurgico di questo organo si trovano nei palinsesti di Ninive (2250 a.C.). Non è possibile sapere quanto frequenti fossero i tumori della mammella a quell'epoca tenendo soprattutto conto del fatto che l'età media delle donne era di circa trent'anni. Come è noto la malattia risulta eccezionale al di sotto dei 20 anni, rara tra i 20 e i 29 anni; a partire dai 30 anni è sempre più frequente per raggiungere un'acme di incidenza intorno ai 50 55 anni. Le conoscenze sulle terapie e sull'arte chirurgica nell'antichità sono lacunose e incerte. Risultano rare le segnalazioni di asportazione della mammella con intenti terapeutici: il più delle volte veniva praticata piuttosto come forma di punizione riservata alle prigioniere o alle adultere. Un discorso a parte meritano le Amazzoni che effettuavano l'asportazione della mammella destra alle loro figlie perché potessero meglio impugnare l'arco e la spada e potessero rivaleggiare con gli uomini per la forza ed il coraggio. Per quanto riguarda invece la cura dei tumori, ai tempi di Ippocrate (460 a. C.) il bisturi e il fuoco venivano riservati ai casi più avanzati, mentre p