Le teorie sull'evoluzione di Lamarck e Darwin: tesina

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Le teorie sull'evoluzione della specie: tesina sulla teoria di Lamarck e sulla teoria di Darwin (3 pagine formato doc)

LE TEORIE SULL'EVOLUZIONE: TESINA

Le teorie sull’evoluzione dell'uomo: Si intende per evoluzione il processo di formazione delle forme viventi a partire da elementi più semplici, che è iniziato 3,5 miliardi d'anni fa con i primi organismi: i procarioti.
Con essa si sono formate le diverse specie, ovvero un insieme di organismi con caratteristiche morfologiche comuni.
La prima definizione di specie è stata formulata da John Ray, che la distingueva per distribuzione, comportamento, ecologia e struttura molecolare dei suoi organismi.

Il concetto di polimorfismo e variabilità è stato invece introdotto da Erns Mayr, che prese in considerazione non solo le somiglianze tra gli individui di una stessa specie, ma anche le loro differenze.

Teorie sull'evoluzione della specie: riassunto


EVOLUZIONE DELLA SPECIE UMANA

Il creazionismo: Tuttavia, nel XVII sec.

la teoria dell’evoluzione non era ancora conosciuta, per cui si ipotizzava la distinzione delle specie come un fenomeno primordiale legato esclusivamente a Dio.
Questa ipotesi, chiamata appunto creazionista, era avanzata anche da grandi scienziati come Carlo Linneo, che, pur avendo studiato e approfondito i regni e le loro distinzioni e formulato la loro nomenclatura, non si occupò in particolar modo all’origine delle specie, affidando ciò all’intelligenza divina.
Ma nel secolo successivo a Linneo, i creazionisti svolsero programmi di classificazione tendenti a ritrovare affinità naturali fra forme immutabili e furono così portati ad ammettere che molte forme si sono prodotte dopo la creazione originale derivando per incroci da diversi progenitori, come fu po sostenuto da Buffon. Si cominciò così a dubitare che l’ordine attuale della natura fosse quello stesso uscito dalle mani del Creatore.

Teorie sull'origine della specie: riassunto


TEORIA DI LAMARCK

Lamarck: Biologo e naturalista francese  (Bazentin, Somme, 1744-Parigi 1829). I suoi interessi per le scienze naturali si inquadrano in una concezione filosofica della natura ispirantesi ai motivi del materialismo illuministico: la natura è un ordine stabilito da Dio che agisce autonomamente e in modo necessario sulla materia, concepita quale un'entità plastica e mutevole e non costituita da elementi ultimi e stabili come si tendeva ad ammettere nell'ambito della concezione newtoniana.
Il suo nome fu reso immortale dagli studi di biologia volti a sviluppare la tesi di una graduale trasformazione dei viventi soprattutto sulla base del programma scientifico di classificazione degli organismi, già tracciato da Linneo. Riprendendo l'idea settecentesca di una scala degli esseri naturali, Lamarck elaborò una serie gerarchica fra i grandi gruppi animali che si estende da un livello massimo di organizzazione (l'uomo) a uno minimo (invertebrati) attraverso un processo graduale di semplificazione e che costituisce l'unica prova della derivazione degli animali più complessi da quelli più semplici.

Darwin e la teoria delll'evoluzione della specie


TEORIE EVOLUZIONISTICHE

L'uso o il disuso degli organi comporta una trasformazione dell’individuo trasmessa ai discendenti secondo la cosiddetta teoria dei caratteri acquisiti, allora generalmente accettata dai naturalisti. La necessità di adattamento agli ambienti più diversi altera così l'uniforme piano di organizzazione insito nella materia vivente e ciò spiega le difficoltà e le lacune nella serie degli organismi. Fisiologicamente la trasformazione degli organi si realizza per un maggior o minor apporto dei fluidi vitali agli organi stessi. Nel complesso la concezione di Lamarck apparve ampiamente speculativa e vincolata a idee fisiologiche sorpassate; la teoria evoluzionistica di Lamarck venne perciò respinta e ignorata.