Tesina sui materiali da costruzioni

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Tesina sui materiali da costruzioni: introduzione al calcolo con il Metodo degli Stati Limite nella progettazione degli elementi edilizi, proprietà, caratteristiche ed evoluzione dei materiali da costruzione (9 pagine formato doc)

TESINA SUI MATERIALI DA COSTRUZIONI

Metodo degli stati limite nelle strutture in c.l.s.

ad armatura lenta. Generalità - Le varie teorie per il calcolo delle strutture in c.a. che si sono sviluppate nel tempo hanno avuto e hanno tutte le finalità di assicurare idonei margini di sicurezza alle strutture, durabilità nel tempo, associando a queste esigenze problemi di ordine economico e soprattutto di salvaguardia delle persone. L’evoluzione tecnologica e gli sviluppi dello studio hanno determinato e determineranno in futuro un parallelo progredire dei metodi di calcolo e dei mezzi per analizzare il comportamento di una struttura, il tutto al fine principale di garantire una sempre maggiore sicurezza.
I fattori che influiscono sulla sicurezza di una struttura sono numerosi, alcuni dei quali, con un’analisi sufficientemente rigorosa, possono essere considerati, altri invece non possono essere valutati, per cui il calcolo è soggetto a numerose incertezze. La misura della sicurezza di una struttura deve essere effettuata considerando i suoi comportamenti nei confronti di tutte le possibili condizioni in cui la struttura stessa potrebbe trovarsi, tenendo conto di tutte le variabili note e degli elementi incogniti; per fare ciò vengono adottati diversi metodi di calcolo, con differenti procedimenti.

I materiali da costruzione: riassunto

PROPRIETA' DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE

Metodo Semiprobabilistico agli Stati Limite
Il metodo agli stati limite permette di progettare una struttura considerando tutte le condizioni del suo comportamento, utilizzando criteri probabilistici, cioè basati sul calcolo delle probabilità che un determinato evento potrebbe verificarsi.

La struttura pertanto viene progettata in modo da restare idonea all’utilizzo previsto senza subire danni e dovrebbe sostenere eventi eccezionali, più gravosi di quelli normalmente ipotizzati, con adeguata capacità di resistenza senza giungere al crollo.
Una struttura, o un sua parte, raggiunge uno “stato limite” quando non è più in grado di svolgere la sua funzione o non soddisfa più le condizioni per le quali è stata progettata, per cui viene considerata fuori servizio.
Gli stati limite si dividono in due differenti categorie di calcolo:
Stati limite ultimi: sono quelli che corrispondono al collasso della struttura o ad altre forme di cedimento strutturale che possono mettere in pericolo l’incolumità delle persone.
Possono derivare da:
a)    Perdita d’equilibrio della struttura o di una sua parte, considerata come un corpo rigido;
b)    Instabilità per eccessiva deformazione;
c)    Rottura localizzata della sezione;
d)    Deformazione elastica o plastica non ammissibile;
e)    Degrado o corrosione;
f)    Trasformazione della struttura in un meccanismo labile.

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EVOLUZIONE DEI MATERIALI DA COSTRUZIONI

Stati limite d’esercizio: sono quelli riguardanti il normale utilizzo della struttura, oltre i quali la struttura non possiede più il grado di sicurezza previsto.
Sono dovuti a:
a)    Deformazioni eccessive;
b)    Fessurazioni premature o eccessive;
c)    Degrado o corrosione dei materiali;
d)    Spostamenti eccessivi che però non determinano una perdita di equilibrio,
e)    Vibrazioni eccessive.
Generalmente, le verifiche per le strutture devono essere effettuate sia nei confronti degli stati limite ultimi, sia di quelli di esercizio.
Per il calcolo le norme di riferimento attuali sono:
- D.M. 09/01/1996, Norme tecniche per il c.a.;
- D.M. 16/01/1996, Norme tecniche per carichi e sovraccarichi;
- Circ. Min. LL.PP. 15/10/1996, istruzioni per l’applicazione delle norme tecniche per il c.a.;
- Eurocodice 2.