Il periodo fascista e i sistemi elettorali: tesina

Appunto inviato da althor
/5

Il periodo fascista e i sistemi elettorali: tesina di diritto per ITC sulle elezioni politiche e legge elettorale durante il fascismo (14 pagine formato doc)

IL PERIODO FASCISTA E I SISTEMI ELETTORALI: TESINA

Il periodo fascista e i sistemi elettorali.

Il periodo fascista. La graduale evoluzione dello stato democratico della società italiana, iniziata verso la fine dell’Ottocento e continuata nei primi del Novecento, venne bruscamente interrotta dalla guerra mondiale e dall’avvento del fascismo, che provocarono prima una complicazione, in senso autorita-rio, dello Stato italiano e poi l’instaurazione di una vera e propria dittatura.
Nel primo dopoguerra le rivendicazioni dei ceti popolari (essi chiedevano un miglioramento delle condizioni economiche e sociali, e maggiori diritti politici) crearono forti conflitti sociali; a questa si-tuazione si aggiunse il malcontento di una larga parte dell’opinione pubblica italiana per la cosiddetta “vittoria mutilata”, l’Italia, nonostante i grandi sacrifici del popolo italiano, aveva ottenuto alla fine della prima guerra mondiale soltanto alcune concessioni territoriali molto limitate.

Sistemi elettorali: spiegazione


LEGGE ELETTORALE 1928

In questa atmosfera, intrisa di paura, di disordine e di miseria, si affermò un movimento destinato a stravolgere il sistema politico italiano e a segnare più di venti anni della nostra storia: il Fascismo.
Nel marzo 1919 Benito Mussolini, un giornalista che aveva militato nel partito socialista fino a diven-tare direttore del quotidiano l’Avanti!, e che ne era stato espulso per la sua posizione favorevole alla guerra, fondò a Milano il Primo Fascio Italiano di combattimento. Questi rappresentavano un movimento extraparlamentare (non rappresentato dai suoi deputati in Parlamento) che raccoglieva uomini uniti da un fine comune: l’Antisocialismo  il Patriottismo.
Il movimento dei Fasci raccolse inizialmente consensi soprattutto tra gli ex ufficiali, tra la piccola e media borghesia impoverita dall’inflazione e anche tra i disoccupati, cui i fascisti promettevano un lavoro e un pezzo di terra.

Ma su questo movimento non tardò a riversarsi anche l’appoggio della grande industria e dei proprietari terrieri che gli garantirono finanziamenti.

Fascismo e Patti Lateranensi: tema svolto


LEGGE ELETTORALE FASCISTA

Gli anni successivi al 1919 furono contrassegnati da una serie di intimidazioni e di aggressioni delle camicie nere nei confronti di esponenti dei partiti politici di sinistra e di sindacalisti, con l’appoggio delle forze sociali più conservatrici e anche di una parte considerevole della piccola borghesia spa-ventata dalla minaccia dei conflitti sociali.
I Fasci alla fine del 1921 si trasformarono in Partito Nazionale Fascista.
La crisi economica e le violenze continuavano a diffondersi affermando la crisi del vecchio regime.
Nel 1922 i fascisti marciarono su Roma entrando indisturbati, il re affidò a Mussolini l’incarico di formare il Governo. Diventato Presidente del Consiglio fece subito approvare una serie di leggi che favorivano il grande capitale e diminuivano stipendi e salari; la giornata lavorativa di otto ore fu abo-lita e tornò fino a 14 ore. Mussolini formò un governo di coalizione, sostenuto dai liberali , dai con-servatori e da una parte dei cattolici, e riuscì in questo modo a ottenere la fiducia delle Camere.