Il Novecento: tesina maturità

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Tesina di maturità sul Novecento che collega le seguenti materie e argomenti: italiano - Montale, storia - Giolitti, elettronica - le antenne, sistemi -i trasduttori, ed. fisica - il doping, matematica - i limiti e inglese - the computer (15 pagine formato doc)

IL NOVECENTO: TESINA MATURITA'

Italiano.

Il male di vivere nei primi anni del 900. Le esperienze politiche, sociali e culturali dei primi anni del 900 ebbero un effetto decisivo sulla poesia. I nuovi poeti, consapevoli della crisi dei valori del mondo moderno, della solitudine dell’uomo, della drammaticità di esperienze stretta tra la disperazione e l’illusione, si affidano alla poesia come all’illusione suprema, capace di riscattare l’uomo dal male di vivere. La poesia, quindi, diventa uno strumento altissimo di conoscenza capace non di descrivere la realtà ma di cogliere l’essenza delle cose e il significato nascosto della vita e del mondo. Testimone preminente della crisi del nostro tempo ed interprete originale della condizione spirituale dell’uomo moderno fu Eugenio Montale.

Il novecento: tesina terza media

TESINA SUL 900 MATURITA'

La poesia secondo Montale è la forma di vita di chi veramente non vive.

L’esperienza di questo autore prende avvio da una dolorosa meditazione intima. Questo scrittore sostiene l’inconciliabilità tra la vita e la parola, e l’impossibilità di tradurre le sue sensazioni in parole, la quale costituiscono il “muro” che impedisce di attingere alla vita. È questo il significato della raccolta di liriche OSSI DI SEPPIA. Nel suo modo di scrivere, Montale si rifà alla poetica pascoliana delle PICCOLE COSE e privilegia la concreta determinazione dei fatti. La scelta di Montale è indirizzata agli elementi della realtà comune come ad esempio il paesaggio aspro e assolato della Liguria. Secondo lui gli oggetti, le immagini e le voci della natura sono gli emblemi della condizione umana, soprattutto di quello che lui chiama il male di vivere.

Tesina maturità: i protagonisti del 900

TESINA PRIMO NOVECENTO COLLEGAMENTI

L’esperienza quotidiana da cui parte la poesia può diventare così il mezzo per rispondere ai dubbi esistenziali che sono alla base del male di vivere di ossi di seppia. L’occasione, poi, puo’ rivelarsi come una delusione o come un’imprevista manifestazione dell’essenza metafisica delle cose, di quella realtà, cioè, che sta oltre il visibile e che rappresenta la verità. Il poeta vuole cercare un varco verso l’essenza delle cose e coltiva la speranza del miracolo pessimista, ovvero che la realtà rivela la nullità dell’esistenza. Dal pessimismo esistenziale si passa, via via, ad un pessimismo storico sociale della raccolta “LA BUFERA ED ALTRO” quando la speranza, espressa nella raccolta “LE OCCASIONI” di recuperare una  dimensione spirituale da contrapporre alla realtà pratica, è abbattuta dalla bufera della guerra e dal dopoguerra. Dopo la composizione della terza raccolta, Montale si ferma e non scrive fino agli anni 60, quando interrompe il suo silenzio poetico manifestando, nelle ultime raccolte accenti ironici e sarcastici, e una musicalità dissonante. Nella cultura e nella poesia di Montale confluiscono le più significative esperienze letterarie italiane:
Leopardi per il dolore e il senso sconsolato della vita umana.
Pascoli e i crepuscolari per via dell’interesse per le piccole cose e il linguaggio familiare.

Il 1900: tesina di maturità

EUGENIO MONTALE

Eugenio Montale nasce a Genova nel 1896 da famiglia benestante. Compie studi irregolari a causa della cattiva salute. Nel 1917 parte come volontario per il fronte e nel 1925 pubblica il suo primo libro di poesie intitolato Ossi di seppia nel quale viene fuori la tematica del male di vivere. Nello stesso anno firma con Benedetto Croce il manifesto degli intellettuali antifascisti prendendo le distanze dal fascismo e dalla militanza politica. Montale è stato uno dei primi in Italia a scoprire Italo Svevo e il suo operato a contribuito alla divulgazione, con il suo Omaggio a Italo Svevo delle opere di questo.
Nel 1926 conosce Pound e da quel momento si fa sempre più viva in lui l’attenzione per la letteratura inglese. Montale vive, per tutto il periodo della seconda guerra mondiale, a Firenze dove accoglie, durante il periodo di occupazione nazista, gli amici costretti alla clandestinità, quali Carlo Levi e Umberto Saba.
Nel 1962 viene nominato senatore a vita.
Nel 1975 gli viene conferito il premio NOBEL.
Muore nel 1981 a Milano.