La figura dell'impiegato: tesina maturità

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Tesina di maturità sulla figura dell'impiegato, tra l'800 e il 900, nella letteratura italiana, tedesca e francese (17 pagine formato doc)

LA FIGURA DELL'IMPIEGATO: TESINA MATURITA'

Approfondimento multidisciplinare: la figura dell'impiegato tra '800 e '900.

Il lavoro impiegatizio tanto odiato e alienante.
Approfondimento multidisciplinare
La figura dell'impiegato tra 800 e 900. Il lavoro impiegatizio tanto odiato e alienante
Motivazione: ho scelto di sviluppare questo tema perché sono molto interessata al lavoro dell’impiegato. Personalmente ho svolto uno stage sia in terza che in quarta superiore all’interno di una compagnia assicurativa come impiegata, quindi riesco ad identificarmi abbastanza bene nella figura dell’impiegato, rappresentata in alcuni testi della letteratura italiana e straniera. I documenti dello stage allegati al mio approfondimento possono confermare come le mansioni svolte siano sempre le stesse, e quindi sostenere la mia tesi.
La mia esperienza è comunque stata positiva perché ho imparato molto e avevo degli ottimi colleghi di lavoro.

La figura dell'impiegato nella letteratura italiana: tema

TESINA SULLA FIGURA DELL'IMPIEGATA

Tesi: Il lavoro dell’impiegato è un lavoro alienante se non si hanno contatti con la clientela, che permette un minimo di comunicazione. Gli unici contatti all’interno di un ufficio si hanno principalmente con il capo e con i colleghi, che solitamente sono insopportabili secondo alcuni importanti personaggi della letteratura italiana e straniera fra ‘800 e ‘900.
Discipline coinvolte: Francese, Tedesco, Italiano
INDICE      
INTRODUZIONE
I.    La figura dell’impiegato nella letteratura francese
II.   La figura dell’impiegato nella letteratura tedesca  
III.  La figura dell’impiegato nella letteratura italiana   
IV.    La mia esperienza personale  
BIBLIOGRAFIA 
INTRODUZIONE
Piccoli impiegati, grandi personaggi
Honoré de Balzac (Tours 1799 – Parigi 1850) Si impiegò come scrivano presso un avvocato e poi presso un notaio, prima di incontrare successo con i suoi romanzi.
Émile Zola (Parigi 1849-1902) La morte del padre determinò un ulteriore aggravamento della situazione economica della sua famiglia, al punto tale che, senza interrompere gli studi, Émile Zola iniziò a lavorare prima come fattorino e poi come impiegato presso la casa editrice Hachette.
Italo Svevo ( Ettore Schmitz Trieste 1861 – 1928) Lavorò per 18 anni come impiegato di banca ed in seguito divenne socio di una ditta che commerciale.
Umberto Saba (Trieste 1883 – Gorizia 1957) Compì studi irregolari, si iscrisse alla Facoltà di Archeologia e per qualche tempo lavorò come impiegato presso una ditta nel settore commerciale.
Eugenio Montale (Genova 1896 – Milano 1981), Dopo aver terminato gli studi ed aver pubblicato le sue prime raccolte di poesie, per raggiungere l’indipendenza economica fece l’impiegato presso la casa editrice Bemporad.
Franz Kafka (Praga 1883 – Vienna 1924) Da giovane venne assunto come impiegato presso le Assicurazioni Generali di Trieste e poi lavorò per tutta la sua breve vita ovvero fino al 1922 come impiegato presso l’Istituto di Assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro a Praga.
Nikolaj Vasil’evic Gogol’ (Mirgorod 1809 – Mosca 1852) Lavorò per un certo periodo come impiegato presso il dipartimento di Economia statale a S.Pietroburgo
Ivan Turgenev (Orel 1818 – Bougival 1883) SCRITTORE ebbe una breve esperienza come impiegato, che tuttavia gli permise di dedicarsi alla coltivazione della propria vena poetica e narrativa.

La percezione soggettiva del tempo: tesina maturità

FIGURA DELL'IMPIEGATO COMMERCIALE

La letteratura deve molto al pubblico impiego, sia come insostituibile fonte di ispirazione, sia come luogo di produzione e di sostentamento di scrittori, poiché esso fornisce loro non solo uno stipendio che consente di sopravvivere e tempo da dedicare alle proprie divagazioni, ma anche carta, penna e inchiostro, strumenti indispensabili per il successo di uno scrittore. La rappresentazione letteraria del pubblico impiego è, infatti, un’auto-rappresentazione, che proviene direttamente da dipendenti pubblici, portati a parlare di ambienti, colleghi, prassi, pratiche in cui o con cui trascorrono gran parte delle loro lunghe giornate. Essi parlano quindi della loro quotidianità, di sé.                                                                                                                                  Il legame tra incarico amministrativo e produzione letteraria si crea, spesso, fin dai primi passi di questa produzione, perché l’impiego pubblico rappresenta, in molte biografie, una fase giovanile, in
cui i fervori artistici si accompagnano a esigenze di sostentamento. Possiamo parlare quindi di “piccoli impiegati”, ma “grandi personaggi”.

La figura dell’impiegato è quindi rappresentata in un’ampia serie di testi della letteratura europea ed extra-europea tra Otto e Novecento. Possiamo citare nomi come Svevo, Pirandello e i meno conosciuti De Marchi e Tozzi per quanto riguarda la letteratura italiana, Melville, Huysmans, Balzac, Maupassant o il recentissimo Ben Jelloun per la letteratura francese, Kafka, Hoffmann e Grillparzer per la letteratura tedesca ed infine Gogol per la letteratura russa.