Evoluzione del calcio: tesina

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Sociologia del calcio dagli anni '30 ad oggi con uno sguardo ai maggiori filosofi del passato: tesina sull'evoluzione del calcio (tradizionale, moderno e postmoderno) (6 pagine formato doc)

EVOLUZIONE DEL CALCIO: TESINA

Calcio e antropologia.

Sociologia del calcio dagli anni ’30 ad oggi. Il Periodo Tradizionale del calcio - L’evoluzione del calcio è suddivisibile in tre fasi ben distinte: tradizionale, moderno e postmoderno.
Possiamo collocare il primo periodo tra la Prima Guerra Mondiale e la fine degli anni cinquanta. In esso si stabilisce e si delinea quale ruolo dovrà ricoprire questa nascente forma di sport.
S’iniziano a formare delle associazioni naturali con il patrocinio dell’élite; anche se è doveroso evidenziare l’eccezione del caso delle Gran Bretagna che risultò essere esente dall’influenza della politica.
Gia in questa prima fase, si delineano i differenti stili di gioco adottati dalle diverse nazioni. Mentre si costruivano la maggior parte degli stadi esistenti ancor oggi, andava crescendo di pari passo l’affluenza di un pubblico sempre più interessato e coinvolto dal tifo.

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LE ORIGINI DEL CALCIO

In questi primi anni, l’egemonia della cultura nazionale della patria calcistica è prettamente inglese. Le squadre inglesi rappresentano un banco di prova e di confronto, per quelle straniere. E mentre già in Inghilterra si legalizzava il professionismo, nell’America Latina questo sarà bandito per alcuni anni così come l’iscrizione ai campionati di giocatori di colore o mulatti.

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BREVE STORIA DEL CALCIO

La figura dell’allenatore rimane ancora sottovalutata per alcuni anni e di conseguenza la dimensione tattica concentra i maggiori sforzi principalmente nel reparto offensivo. Cercando di segnare un gol in più dell’avversario, si notavano già le prime significative differenze comportamentali (per esempio la predilezione per il passaggio in Scozia, il “tirare e correre” del calcio inglese, ed il “toccar di fino” dei funamboli argentini o uruguaiani).
Col passar del tempo la figura del giocatore, culturalmente paragonabile a quella dell’eroe locale, cominciava ad essere “marchiato” dalle prime sponsorizzazioni, allora associate principalmente al cibo e alla forma fisica.
Con l’aumentata importanza dei Giochi Olimpici e l’istituzione della Coppa del Mondo si iniziava a cementare lo status globale del gioco, e si iniziava ad intravedere l’ascesa inesauribile dell’America Latina e di alcune nazioni europee che ridimensionavano l’egemonia del calcio britannico. Il gioco del calcio va così ad essere associato sempre più allo spirito nazionale; i primi incontri internazionali, riunendo l’individualità di ciascuna nazione, simboleggiavano le rivalità ed i conflitti tra queste.

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EVOLUZIONE DEL CALCIO NEL TEMPO

Gli stadi che si edificavano, spesso con il denaro pubblico, erano usati per evidenziare il ruolo ricoperto dalla città e l’orgoglio per la squadra di calcio che la rappresentava. Erano questi gli anni in cui la radio cominciava a diffondere gli eventi calcistici in ogni angolo della nazione, riscuotendo sempre maggiore attenzione.
Il simbolismo culturale assunto dalla figura del calciatore continuava ad aumentare, cominciando a diventare emblemi nazionali, partecipando a film per il cinema e rilasciando interviste per i notiziari radiofonici.

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IL CALCIO: TESINA

Gli allenatori cominciavano ad affermarsi, Herbert Chapman (Arsenal) e Vittorio Pozzo (Italia) dimostrarono la loro efficacia massimizzando quella della squadra. L’introduzione della regola del fuorigioco ispirava la ricerca di tattiche innovative (ad esempio il “WM” o metodo), facendo diventare i campioni sempre più complessi e per questo interessanti.
Coinvolgendo la cultura della classe operaia, il calcio divenne lo sport nazionale in moltissimi paesi dell’Europa e dell’America Latina.
Il declino economico del tempo, con la disoccupazione crescente, il conflitto mondiale, che per anni occupò i pensieri e la vita di milioni di persone, giovani in particolare, bastano per testimoniare la difficoltà sociale dei tifosi del calcio, ancora non violenti e passivi nel loro tifo.