Il concetto di logos

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Concetti e temi che durante l'epoca classica hanno influenzato il concetto do logos,più visioni particolarizzate da parte di alcuni autori (0 pagine formato doc)

Alle origini della filosofia antica, tutto era ancora da sperimentare, ogni idea era continuamente cambiata e migliorata, come Alle origini della filosofia antica, tutto era ancora da sperimentare, ogni idea era continuamente cambiata e migliorata, come la definizione stessa di filosofia ammette, ogni tipo di realtà che il filosofo si trovava davanti era analizzata e problematizzata.
Il problema maggiore dei primi filosofi era quello di trovare quel principio che era in grado di tenere vere e unite tutte le cose, ovvero, individuare la loro vera natura e associarla ad un principio. Questo è stato definito come “archè”, ossia la legge che tutto sostiene, da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna.
I primi filosofi lavorarono per arrivare a questo principio ed introducono in esso il “logos” essi lo definivano come ragione in quanto sostanza o causa del mondo; avevano una visione unitaria della realtà come principio che serve ad intraprenderla, la loro era una posizione monista. Andando però a ricercare il principio del logos dalle prime testimonianze scritte, lo vediamo comparire per la prima volta in un frammento di Eraclito di Efeso, nel quale viene dato al termine un triplice significato non comprensibile alla prima lettura: fr 1 Di questo lógos che è sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benchè infatti tutte le cose accadano secondo lo stesso lógos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole ed in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com'è. Ma agli altri uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non è coscenti di ciò che fanno dormendo. Qual è il significato di logos che emerge da questo frammento? L'interpretazione più seguita è quella appunto, del triplice significato: ontologico, linguistico e gnoseologico. - il logos in senso ontologico, si definisce al rapporto con l'essere delle cose, la ragione che spiega ed interroga sulla natura delle varie realtà che formano il mondo. - il logos in senso linguistico si definisce con l'espressione dei contenuti del pensiero con cui ci s'interroga sulle cose, sulla manifestazione del nostro modo di conoscere l'ordine delle cose all'interno della realtà. - il logos in senso gnoseologico lo individua come collegato alla nostra conoscenza ed espressione agli altri della realtà e verità che abbiamo conosciuto. Così Eraclito ammette la sua ragione sul logos, esprimendo nella definizione, anche l'unicità di questo, esso, infatti, dice Eraclito è stato espresso da una persona come ragione in ricerca dell'ordine e della verità sulle cose, ma essendo appunto verità, la stessa ragione deve essere vera e uguale per tutti. Il Filosofo nomina le cose come se esse s'imponessero da sole all'interno del discorso, e così, è in quanto, essendo unica la verità delle cose che formano la realtà, il loro manifestarsi è uno solo per