Eutanasia: un problema ancora aperto

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Breve discorso sull'eutanasia, affrontando anche le tesi di sostenitori e oppositori e confrontando anche diversi casi di importanza mondiale. (10 pagine formato doc)

Untitled Pansana Laura Matricola n° 35811 Eutanasia: un problema ancora aperto Prof.
Richard Davies 2512 parole 5 crediti 07/07/2004 Introduzione. Nei vari casi in cui le terapie mediche di cura non funzionano più tre sono le scelte che rimangono da fare: cure palliative; accanimento terapeutico; eutanasia. Non si può trattare di una senza far riferimento alle altre perché sono vicendevolmente implicate, ma per quanto possibile mi soffermerò solamente sull'ultima scelta: l'eutanasia. Comunque mi sento in dovere di dare almeno una piccola spiegazione per le prime due possibilità (poiché in ogni modo ne farò riferimento in tutto il testo): le cure palliative sono trattamenti con cui si allevia il dolore ai pazienti malati di tumore, mentre l'accanimento terapeutico è l'ostinazione, da parte del medico di attuare trattamenti con cui il paziente non può trarne beneficio alcuno. Prima di poter fare un discorso specifico sull'eutanasia bisognerebbe dare una definizione generale di questo termine, per poi riuscire ad inquadrare meglio la situazione; secondo un sondaggio effettuato da Publiweb verso i propri utenti, ne è risultato che il 30 % è contrario, l'8.2 % non sa esprimere un parere e il 61,7 % è favorevole all'eutanasia, anche se molte volte ne ignorano il significato.
Infatti, la maggior parte delle persone sa solo approssimativamente cosa veramente significhi e quali conseguenze essa comporta. La spiegazione che Sissela Bok dà nel suo libro è molto esaustiva, inizialmente spiega da dove deriva la parola, vale a dire dal greco eu che significa buona e thanatos che significa morte, (quindi buona morte); dopodiché cerca di spiegare meglio cosa vuol significare: è stata variamente usata per designare ogni serena morte naturale, e […] per indicare ogni caso in cui la morte non venisse ostacolata o venisse attivamente ricercata - sia per se stessi che per gli altri, sia volontariamente che contro il desiderio del soggetto. Dopo questa breve introduzione cercherò di spiegare le differenze tra le tipologie d'eutanasia, le condizioni necessarie per l'intervento, le varie posizioni prese dalla gente e dai medici, ed infine esporrò alcuni casi che hanno fatto parlare molto e ancora se ne parla. Tipologie d'eutanasia. Le tipologie sono 2 ed essenzialmente si tratta di: Eutanasia attiva o diretta che è quella voluta, tramite una richiesta scritta, dal paziente in fase terminale, in condizioni di grave sofferenza alla quale il medico può replicare somministrando un farmaco letale. Questo tipo di procedimento oggi è eseguito in 2 paesi nel mondo: in Olanda già dal 1984, -ma la legge per l'interruzione volontaria della vita è entrata in vigore 10 anni dopo-, e poi in Oregon dove questa legge è invece più recente, del 1995; Eutanasia passiva o indiretta è quella in cui non si effettua nessun tipo di trattamento per prolungare la vita e quindi si lascia subentrare la morte naturale; questa tipologia oggi non è più oggetto di discussioni tra giuristi, fil