Kierkegaard: Contro l’idealismo

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La vita, L’esistenza umana, Vita estetica, Vita etica (2 pagine formato doc)

Kierkegaard critica l’idealismo: proprio l’esempio di Socrate, infatti, lo induce a concentrare la sua ricerca filosofica sull’individuo e sulla scelta che determina un impegno personale.
Ciò che critica nell’idealismo è il suo tentativo di dare una risposta ad ogni quesito, interessandosi alla verità oggettiva: Kierkegaard al contrario, farà della verità individuale il tema fondamentale della sua ricerca. Ad esempio, Hegel aveva considerato l’uomo solo in funzione dell’umanità, mentre per Kierkegaard conta la persona nella sua individualità. L’esistenza umana: Kierkegaard considera l’uomo come individuo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, caratteristica che lo contraddistingue dagli animali, che sono presi in considerazione per specie: la specie umana (l’umanità) è invece secondaria.
Oltre alla categoria della singolarità, l’uomo ha anche la caratteristica della libertà, che gli permette di decidere e di scegliere. Questa possibilità non è però sempre e solo positiva, in quanto rende l’uomo responsabile delle sue scelte tra il bene e il male; questo porta l’uomo a vivere in uno stato di angoscia che genera a sua volta la disperazione: mentre la prima riguarda la condizione umana nel suo rapporto con il mondo e le sue possibilità, la seconda si riferisce all’uomo nel suo rapportarsi con se stesso. La disperazione, inoltre ha un duplice senso, in quanto l’uomo può essere disperato: • quando non si accetta per quello che è, ma si rende conto di non poter abbandonare il proprio essere; • quando si crede autosufficiente e completo, ma si scontra poi con i propri limiti. In realtà la disperazione deriva dal fatto che non volgiamo riconoscere che il nostro essere si giustifica solo in Dio e tentiamo di negare la nostra appartenenza a Lui. Questo stato di insoddisfazione, porta l’essere umano a trovarsi davanti ad una scelta, tra la vita etica e quella estetica, che porterà poi alla scelta della fede.