Riassunto del pensiero di Thomas Hobbes

Appunto inviato da eleonorabigando
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Riassunto dettagliato del pensiero di Thomas Hobbes, il Leviatano e lo stato di natura (17 pagine formato doc)

THOMAS HOBBES: PENSIERO

Hobbes.

Il pensiero di Thomas Hobbes segna uno snodo fondamentale nell’etica utilitaristica dell’età moderna: egli organizza il pensiero di Machiavelli in sede etica e politica, partendo – in sintonia coi dettami dell’empirismo di cui è vessillifero – dalla constatazione che principio di tutti i viventi sia un movimento. Ciò vuol dire che c’è vita là dove c’è qualcosa che si muove; si tratta, allora, di un movimento vitale consistente in uno sforzo mirante alla propria perpetuazione. Sussiste come sforzo perché gli esseri viventi non sono mai stabilmente se stessi e sono sempre passibili di essere e di non essere, e altro non possono se non sempre e di nuovo sforzarsi di essere e di conservarsi; e ciò è inscritto nel loro essere finito e in divenire, sforzo che è causa di sé stesso ed è presente in tutti gli esseri viventi, essere desiderio.
Sforzo (conatus in latino) significa per Hobbes una – più o meno – cieca "voglia di", e tale sforzo si sviluppa in azioni che hanno inizio nelle sensazioni, le quali sono di due tipi: ci sono infatti azioni di piacere e azioni di dolore; quelle di piacere sono un rinforzo del movimento vitale, quelle di dolore ne sono invece una diminuzione.

Thomas Hobbes: pensiero filosofico

THOMAS HOBBES: PENSIERO POLITICO

Queste sensazioni sono già gli impercettibili inizi delle azioni in cui il movimento vitale si dispiega: così la sensazione di piacere è l’inizio impercettibile dell’appetito verso ciò che piace,le sensazioni di piacere sono rinforzo del movimento vitale mentre le sensazioni di dolore sono una diminuzione del movimento vitale. Lo sforzo cioè si struttura in sensazioni (piacere, dolore), volontà in senso lato (appetito, avversione) e in pensiero (calcolo). Il movimento vitale è già sempre concretamente appetito di ciò che piace e avversione di ciò che dispiace: e lo sforzo che il movimento vitale è si manifesta sempre come passioni (appetiti o avversioni) che gli esseri viventi si ritrovano già sempre ad essere e perciò subiscono passivamente; e quando alle passioni si aggiunge la deliberazione si passa all’azione volontaria, (c’è desiderazione sempre motivata dalle sensazioni di piacere o dolore e quindi la deliberazione non si configura mai come libero arbitrio!) la deliberazione di acquisire i beni (gli oggetti degli appetiti) ed evitare i mali (gli oggetti dell’avversione) e Hobbes distingue tra beni reali e beni apparenti grazie al pensiero che è già sempre un ingrediente delle passioni.

Thomas Hobbes: pensiero filosofico e politico

THOMAS HOBBES LEVIATANO

I beni reali sono qui e ora presenti, mentre quelli apparenti sono futuri, configurati come tali dal pensiero che prevede la bontà di un oggetto futuro. Le passioni, dunque, sono il motore unico delle azioni, così come l’azione segue sempre alla deliberazione: ciò vuol dire che la nostra volontà è il prodotto dell’interazione tra l’ambiente e le nostre passioni e che il nostro atteggiamento non è il frutto della nostra volontà, ma al contrario noi vogliamo perchè il nostro sforzo vitale e il mondo circostante ci inducono a volere, vogliamo sempre e comunque la nostra conservazione secondo beni e appetiti che dipendono dal mondo che ci sta attorno.