Le teorie femministe e la donna oggi. Una riflessione

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Tesina di filosofia. Le Teorie femministe e la situazione della donna contemporanea. Riflessioni (11 pagine formato doc)

Untitled le filosofie femministe e lA donnA oggi Una riflessione INTRODUZIONE Con questo mio scritto ho inteso esporre, senza alcuna pretesta di completezza data la vastità e la complessità dell'argomento, alcune riflessioni relative ad un tema, quello dell'attuale condizione femminile, per il quale ho sempre provato interesse e curiosità.
Sono ormai passati più di due secoli dalla pubblicazione dei saggi della prima intellettuale che inaugura in epoca moderna il pensiero femminista, Mary Wollstonecraft, e nonostante la società occidentale abbia quasi universalmente compreso i valori di democrazia, uguaglianza, solidarietà e, di conseguenza, l'importanza dell'istruzione, della formazione, dell'assistenza sociale, alcuni brani tratti dai suoi scritti puntano il dito su una condizione, quella femminile, che per alcuni aspetti è rimasta quasi invariata. “Le donne” scrive la Wollstonecraft in A Vindication of the Rights of Woman del 1792 “si trovano dovunque a vivere in questa deplorevole condizione: per difendere la loro innocenza, eufemismo per ignoranza, le si tiene ben lontane dalla verità e si impone loro un carattere artificioso, prima ancora che le loro facoltà intellettive si siano fortificate.
Fin dall'infanzia si insegna loro che la bellezza è lo scettro della donna e la mente quindi si modella sul corpo e si aggira nella sua gabbia dorata, contenta di adorarne la prigione. Le donne, assieme agli uomini, sono rese deboli e amanti del lusso dai piaceri rilassanti che il benessere procura; ma in aggiunta a questo, sono rese schiave della propria persona, e devono renderla attraente in modo che l'uomo presti loro la sua ragione per guidarne bene i passi malsicuri”. In una condizione come quella presente nella società occidentale, una donna oggi può davvero definirsi indipendente e in grado di realizzare se stessa e il proprio destino libera da condizionamenti e imposizioni che la vogliono oggetto e non soggetto? A ben guardare, la nostra cultura è pervasa, invasa, ossessionata, dal culto della bellezza esteriore. E nonostante il fiorire di riviste maschili che invitano “l'uomo moderno” a curare sempre di più il proprio aspetto fisico, la “bellezza” è ancora intesa come peculiarità tutta femminile, e non come categoria estetica, ma come vincolo indispensabile alla completa e a volte unica possibile realizzazione femminile. La donna moderna, così come ci appare dai mezzi di comunicazione di massa che, consenzienti o no, invadono le nostre case, la nostra vita e la nostra mente, influenzando noi e i nostri compagni, amici, figli, studenti, troppo spesso è identificabile in una bambola bella e sciocca, che sorridendo beatamente vanifica le conquiste culturali di donne straordinariamente coraggiose e sagge che, come la Wollstonecraft, hanno sacrificato la propria tranquillità borghese in nome degli ideali di libertà e democrazia. In un'epoca in cui pensare è diventato sempre più faticoso, i pensieri