Tanzania: ricerca

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Tanzania: ricerca di geografia. Descrizione dell'agricoltura, dell'industria e della storia della Tanzania. Riassunto della vita del fondatore della Tanzania, Julius Kambarage Nyerere, e descrizione della Rift Valley, del Kilimangiaro e del popolo Masai (8 pagine formato doc)

TANZANIA: RICERCA

La Tanzania, Stato dell'Africa orientale
CAPITALE = Dodoma
SUPERFICIE = 945.100 kmq
POPOLAZIONE = 27.090.000 abitanti
LINGUA = il swahili e l’inglese
MONETA = scellino tanzanese
RELIGIONE = culti animisti (23%), musulmana (33%) e cattolica (34%)
FORMA DI GOVERNO =

Masai della Tanzania: come vivono e la cultura

TANZANIA: ECONOMIA

ASPETTO ECONOMICO
La composizione del PNL rispecchia in larga misura le difficoltà in cui versa l’economia del paese dove l’80% della popolazione è impiegata nel settore agricolo, che concorre per il 75% ai provenienti derivati delle esportazioni.

Il paese è tra i maggiori produttori di agave sisalana e chiodi di garofano, provenienti soprattutto dallo Zanzibar.
Dalla metà degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta, l’economia subì una pesante flessione in parte dovuta a un lungo periodo di siccità e in parte al ribasso dei prezzi mondiali dei suoi principali prodotti di esportazione. Le misure di riforma economica avviata nei tardi anni Ottanta hanno portato a una relativa liberazione
AGRICOLTURA
Di tradizione secolare è la coltivazione dei chiodi di garofano praticata a Zanzibar e a Pemba. Caffè, cotone, agave sisalana (pianta dal fusto lungo con infiorescenza a pannocchia), tè, tabacco e oleaginose rappresentano le principali colture di piantagione, destinate al mercato delle esportazioni. Se questo tipo di colture viene praticato in base a sistemi relativamente evoluti, arretrata rimane la situazione dell’agricoltura si sussistenza basata soprattutto su cereali poveri (cassava, sorgo, miglio, orzo), patate dolci e manioca. Importante lungo la fascia costiera e nell’isola di Zanzibar è la produzione di copra ricavata dalla palma da cocco e destinata al mercato interno.
INDUSTRIA
Molte speranze relative all’economia poggiano sullo sviluppo del settore manifatturiero, al quale sono stati destinati consistenti investimenti. Le industrie, per la maggior parte statali, impiegano solamente il 10% della popolazione e sono attive soprattutto nella trasformazione dei prodotti di base. La produzione di canapa sostiene l’industria tessile; nel paese sono inoltre presenti burrifici, oleifici, mobilifici e cementifici. Circa il 70% dell’energia elettrica del paese viene prodotta da impianti idroelettrici. Molto importante è l’esportazione di sisal, caffè, diamanti, cotone, oro, pelli, legname e arachidi, presso il porto di Dar es Salaam.

Rift Valley: cos'è

TANZANIA: ALLEVAMENTO-PESCA-RISORSE MINERARIE

Notevole importanza ha l’allevamento del bestiame (bovini, caprini, ovini), ostacolato però dalla diffusione della mosca tse-tse, che infesta le zone più umide con i pascoli migliori e costringe a limitare quello bovino alla regione degli altipiani.
La pesca, praticata soprattutto nelle acque interne, consente una discreta produzione. Nell’oceano Indiano si pescano sardine e tonni.
L’attività estrattiva del paese è basata sui giacimenti di diamanti, oro e sale; nel paese si trovano inoltre modesti depositi di carbone, piombo, minerali ferrosi, tungsteno, caolino, fosfato e magnesio. L’assenza di risorse energetiche costringe il paese a importare petrolio.