Tesina sul cognitivismo: Piaget

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Studio sulla conoscenza e le sue fonti, modalità di apprendimento (37 pagine formato doc)

INTRODUZIONE
Uno dei maggiori anticipatori della scuola cognitiva fu Jean Piaget, dedicatosi a investigare gli stadi evolutivi dell'intelligenza.
Piaget, in particolare, mise in luce la differenza sostanziale fra il comportamento mentale dei bambini e quello degli adulti, ipotizzando che i processi intra-psichici precedano quelli inter-psichici. Lo sviluppo e' un processo graduale in cui l'individuo diventa sempre meno egocentrico e sempre piu' oggettivo e razionale. E' un processo in cui il primato passa gradualmente dalla percezione (che e' irreversibile) al pensiero (che e' reversibile). Per l'esattezza Piaget distingue quattro fasi nello sviluppo della conoscenza: In una prima fase (fino a due anni) il bambino esibisce una vita di pura azione esterna (sensorimotoria), nella quale la sua conoscenza del mondo e' data unicamente dalle sue azioni in esso; nella seconda fase (fino a sette anni) si manifesta un primo livello di introspezione con il formarsi dei primi simboli; la terza fase (fino a dodici anni) e' quella in cui il bambino compie azioni interne (non solo esterne) di manipolazione di simboli, ma con la limitazione che quei simboli rappresentino oggetti reali; nella quarta fase (fino quindici anni) il bambino e' in grado di compiere operazioni puramente mentali su entita' puramente astratte.


Le facolta' di pensiero non sono pertanto fissate alla nascita, ma si evolvono durante la vita, e la parte cruciale dell'evoluzione avviene durante i primissimi anni di vita.
Il modo in cui si compie la progressiva acquisizione delle facolta' mentali e' tramite un'interiorizzazione ("astrazione riflessiva") delle proprie azioni. La crescita della mente ha come obiettivo quello di mantenere una sorta di equilibrio con la sua conoscenza del mondo. La teoria evolutiva di Piaget e' pertanto sottesa da un fondamento darwiniano, benche' neghi l'importanza del caso. La razionalita' puo' essere ridefinita come l'insieme dei modi in cui l'organismo si adatta al proprio ambiente. La razionalita' si manifesta, infatti, quando e' necessario raggiungere uno stato di equilibrio con l'ambiente (ovvero risolvere un problema). Nel momento in cui tale stato e' raggiunto, la razionalita' non serve piu' e l'organismo agisce semplicemente d' "istinto" (cioe' in totale sintonia con l'ambiente).


Soltanto quando l'equilibrio viene nuovamente modificato (sorge un nuovo problema), e' necessario fare ancora ricorso alla razionalita'. Lo sviluppo della ragione e' pertanto esso stesso razionale: Piaget esprime questo concetto tramite quello di "ortogenesi", di evoluzione orientata verso una ben precisa direzione (e non affidata al caso) che e' quella di aumento costante di equilibrio.