Tesina maturità su Apollineo e Dionisiaco

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La ricerca dell'ordine e il fascino del caos e dell'armonia, il sogno della ragione e la danza degli istinti. Tesina maturità su Apollineo e Dionisiaco (3 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SU APOLLINEO E DIONISIACO

Apollineo e Dionisiaco.

La ricerca dell’ordine e il fascino del caos, il sogno della ragione e la danza degli istinti
C'è qualcosa nell'arte, come nella letteratura e nella natura del resto, che ci rassicura e qualcosa che invece ci turba.
Ci rassicura un prato verde pieno di fiori, un cielo terso, ci turba la violenza di una tempesta o l'immobilità di un lago. Ci placa la bellezza di una statua di Fidia,  ci sgomenta la condizione umana in Leopardi.
Due sentimenti eterni in perenne lotta: la ricerca dell'ordine e il fascino del caos. Dentro questa lotta abita l'uomo, ci siamo noi.
Ordine e disordine...
Cerchiamo regole, forme, canoni, ma non cogliamo mai il reale funzionamento del mondo, la vera forma di tutto ciò che è fuori di noi o di ciò che è dentro di noi: è per gli uomini un eterno mistero, l'incapacità di risolvere questo mistero ci costringe a oscillare tra la ricerca di un'armonia impossibile e l'abbandono al caos.
e quando ci accorgiamo del divario che c'è tra noi e il mondo, tra noi e noi, tra noi e Dio, allora scopriamo che possiamo ancora provare stupore, che possiamo gettare uno sguardo attorno a noi come se fossimo capaci di vedere per la prima volta.

Tesina sulla tragedia: Apollineo e Dionisiaco

 

ARMONIA E CAOS NIETZSCHE

Arte: Autore capace di darci questo stupore è Theodore Gericault nella "Zattera della medusa": rappresenta una perfetta sintesi tra forme classiche e sensibilità romantica: forme e caos. Per impeto la pittura di Gericault si avvicina alla sensibilità romantica, ma le forme con cui vengono espressi i contenuti risentono ancora della lezione classicista, capace di rappresentare con vigoria e armonia la condizione drammatica dell'uomo che su una zattera o in qualsiasi altro luogo è destinato a essere vinto negli ideali e nelle speranze in una condizione quasi titanica che gli fa mantenere la dignità.
Filosofia: Veniamo al punto centrale della tesina. Nietzsche nel saggio giovanile "La nascita della tragedia" inaugura un nuovo modo di considerare la grecità, diametralmente opposto all'ideologia dominante. Per Nietzsche  la vera grandezza dello spirito antico non sta nell'invenzione della filosofia classica, ma nella tragedia, in cui si realizzò una temporanea sintesi tra due componenti essenziali della spiritualità greca: lo spirito apollineo, razionalistico, armonico, formale e lo spirito dionisiaco: estatico, creativo, oscuro. La via di Apollo è speculativa, spinge a cercare spiegazioni e ad elaborare teorie con cui spiegare il senso ultimo delle cose. La via di Dioniso è l'opposto: l'accettazione ebbra della vita, l'esaltazione delle pulsioni vitali e della passione sensuale.
In virtù di un miracolo della civiltà ellenica i due spiriti si accoppiano e nasce la tragedia. Ma il magico equilibrio fu rotto da Socrate e Platone, considerati da Nietzsche antigreci, pseudogreci, sintomi del decadimento. 

Tesina su Nietzsche

 

ARMONIA E CAOS: TESINA

Processo di decadenza che si concretizza nella tragedia di Euripide, nella quale tutto è legato dalla razionalità, l'apollineo sul dionisiaco e la pretesa di poter dimostrare tutto. La decadenza della tragedia è quindi spia rivelatrice della decadenza della civiltà occidentale.
Italiano: Quando Dante arriva alla fine del suo viaggio nel 33^canto del Paradiso ci si aspetterebbe che finalmente Dio ci venga spiegato: l'uomo è portato dallo spirito apollineo a cercare forme e canoni con cui ingabbiare l'Assoluto. Tuttavia il canto trova la sua emozione lirica nella stessa premessa di insufficienza espressiva dell'autore. Il Paradiso e Dio non si possono rappresentare, sono ineffabili. Com'è possibile figurare Dio nei termini del linguaggio umano se esso per definizione ne è il superamento e la sublimazione?
E' un'impresa assurda, Dante per volere di Dio arriverà a vederlo, ma il suo non è un ricordo razionale, piuttosto un'emozione quasi inspiegabile: "Trasumanar per verba non si porìa". Riesce a vedere l'ordine di tutte le cose alla fine, fisica e metafisica si fondono: non c'è nessuna poesia nella letteratura d'ogni tempo che dia il sentimento dell'assolutezza universale e atemporale come riesce a far Dante. Riesce a spiegare l'esistenza di Dio sul fondamento razionale: il suo Dio è la categoria mentale dell'inconoscibile.