Televisione come strumento di manipolazione: tesina maturità

Appunto inviato da estate94
/5

Tesina maturità sulla televisione come strumento di manipolazione delle coscienze: percorso scientifico e umanistico (15 pagine formato doc)

TELEVISIONE COME STRUMENTO DI MANIPOLAZIONE: TESINA MATURITA'

La televisione come mezzo di manipolazione delle coscienze.
Indice
Introduzione
Mappa cancettuale
Pier Paolo Pasolini: la mutazione antropologica
Karl Popper: “Cattiva maestra televisione
George Orwell: 1984
Totalitarismi e mass media
Le onde elettromagnetiche e la velocità della luce
I telescopi
Conclusioni
Bibliografia e spettrografia

La propaganda nei regimi totalitari: tesina maturità

 

MANIPOLAZIONE DELLE MASSE TESINA

Pier Paolo Pasolini: la mutazione antropologica
“Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre”.
Queste parole sono apparse sulle pagine del Corriere della Sera il 9 dicembre del 1973.

È, questa, la conclusione di uno degli articoli più ferventemente attuali della storia contemporanea, un articolo rivolto non solo ai “dirigenti della televisione”; più propriamente, dietro le parole irose, ma allo stesso tempo disilluse di questo autore, si nasconde un supplichevole appello ad un popolo alienato da quello che viene chiamato il “nuovo Fascismo”, il nuovo regime, una cultura asservita al potere e ai suoi interessi, non meno autoritaria e dagli effetti parimenti terribili: la televisione.

L'informazione televisiva: tema svolto

 

LA TELEVISIONE TESINA MATURITA'

Il giornalista che non ha paura di celarsi dietro questo saggio è Pier Paolo Pasolini (1922-1985), senza dubbio una delle personalità di maggior rilievo del panorama letterario e culturale del Novecento, emblema di una condizione umana allo stesso tempo unica e comune all’intera storia dell’Umanità, espressione personificata di quella condizione di vittima, di quel senso di colpa, di impurità che contraddistingue moltissimi uomini del nostro tempo, ma che comunque contesta il bisogno di anonimato, alla necessità di conformarsi alla massa, cedendo all’imperante omologazione.


Sin dagli anni romani, l’esperienza pasoliniana si contraddistinse per il rapporto paradossale, intrattenuto nei confronti dei mass media: egli sosteneva senza remore la lotta contro l’alienazione dell’uomo, contro il consumismo e dunque contro quei mezzi che hanno reso realtà questa distopia moderna, vaneggiata qualche anno prima dallo scrittore americano Ray Bradbury, nel suo romanzo “Fahrenheit 451”. Tuttavia, la sua feroce invettiva contro i mass media, operata attraverso i mass media stessi, l’ha reso un idolo, seppur scomodo, di una nuova condizione.

Tesina sulla musica come forma di propaganda

 

LA MANIPOLAZIONE DELLA COSCIENZA DI MASSA

Il consapevole paradosso di cui si andava oberando la sua figura, fu gestito in due maniere diverse: in una prima fase, i suoi film, i suoi articoli parevano caratterizzati dalla speranza in valori alternativi, in una ancora possibile redenzione della società. Ma già a partire dagli anni Settanta, Pasolini getta un’ombra oscura su tali speranze, denunciando la torpedine della cultura di massa, giungendo persino al più deciso rifiuto della politica. E vi è in questa scelta l’atteggiamento di un “intellettuale corsaro”, strenuo difensore di un’attività culturale antagonista e propositiva, contro lo spettro del nemico, anche a costo di immedesimarsi nella forma dell’intellettuale intrattenitore, in una sorta di svago strumentalizzato da un potere centralizzato e invalicabile. In questo senso, la figura di Pasolini si pone come modello, come portavoce di una tendenza rivolta alla ridefinizione della funzione intellettuale, tutore  di uno spazio individuale puro, modello di autenticità incomparabile.