Il ruolo dell'intellettuale nella società: tesina maturità

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L'inadeguatezza che avverte l'uomo di talento (l'intellettuale) nella società di cui è parte, risulta essere un tema attuale nonché affascinante e sublime. Tesina di maturità sul ruolo dell'intellettuale nella società (30 pagine formato doc)

IL RUOLO DELL'INTELLETTUALE NELLA SOCIETA': TESINA MATURITA'

Un nido tra le radici: l'inattualità dell'uomo di talento.
INDICE
Introduzione: pag.

3
-    Italiano: Giovanni Pascoli (pagg. 4 – 5); I. Svevo
-    Latino: Quintiliano vs Tacito
-    Greco: Anonimo sul Sublime; Plutarco
-    Storia: Anni ‘20 e Crisi del 1929
-    Filosofia: Nietzsche; Hegel
-    Geografia astronomica: Universo
-    Storia dell’arte: Die Brücke vs Futurismo

Il ruolo dell'intellettuale nella società nel corso del tempo: tema

 

IL RUOLO DELL'INTELLETTUALE NELLA SOCIETA' NEL CORSO DEL TEMPO

Data l’impossibilità di andare indietro nel tempo, è attraverso la lettura di testi del passato che  instauriamo un colloquio con i loro autori, una sorta di "εμπαθεία".   La distanza nel tempo crea delle difficoltà di comprensione oppure aiuta a intendere meglio il messaggio come quando, nell’osservare un quadro, ci si allontana per vederlo meglio ?
Movente essenziale è, il più delle volte, la  NOSTALGIA.  La “nostalgia” è negazione … negazione di un presente infelice. Il nome di questo falso pensiero è SINDROME DELL’EPOCA D’ORO, cioè l’idea errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui viviamo.
Ho cercato di risalire, dunque, all’origine di queste incertezze e mi sono reso conto che, anche con l’aiuto del percorso di studi di questi cinque anni, ciò da cui deriva tanta “cupiditas sciendi” è proprio quel limite invalicabile  oltre il quale  la nostra ragione non osa, non può andare …
Italiano
-    G.

Pascoli: “Regressione all’infanzia”
La poesia pascoliana risulta come un caso particolare di compromesso tra spinte inconsce fortissime ed una autocensura altrettanto forte: ciò comporta, al di là di apparenze di innocente realismo, la trasparente presenza di significati simbolici di origine psichica. L’ autocensura proviene, oltre che dal provincialismo e dai pregiudizi della tradizione classicistica nostrana, soprattutto da una situazione nevrotica faticosamente sublimata in dedizione al “nido” familiare ed all’ impegno letterario di poeta - vate, che si sente ancora chiamato ad una funzione etica e civile. Diversamente cioè da Rimbaud (il quale, perduta “l’ aureola”, si avventura senza remore nelle avventure dell’ inconscio), Pascoli seppellisce le sue pulsioni profonde sotto cumuli di letterarietà: specialmente cumuli di idillismo rusticano e di sentimentalismo edificante.

L'intellettuale nel 900: riassunto

 

IL RUOLO DELL'INTELLETTUALE NEL 900

E’ proprio per questo, però, che il simbolismo pascoliano, alla luce della psicoanalisi, rivela trasparentemente un fondo psichico di ossessioni, fobie, angosce, tutte riportabili alla paura che il poeta ha del mondo e alla sua incapacità di affrontarlo virilmente. La figura più frequente è quella del nido, cui si connettono quelle affini del focolare, dell’ orto, della siepe, del muro ed infine, più rivelatrice di altre, della culla: tutte figure che appunto riflettono la paura del mondo. E’ significativo, infatti, che ad esse si associano sempre sensazioni di un pericolo o di una minaccia esterna, con una tipica contrapposizione dentro-fuori. Alle scaturigini profonde qui è facile rinvenire un processo di “regressione all’ infanzia”, a  quell’ età in cui non c’è ancora nessuna responsabilità ed il padre assicura il cibo, la madre l’ affetto: al limite, il nido e la culla sono anche il grembo materno, luogo limbico per eccellenza, nel quale il mondo è assente, e ne è assente, quindi, la paura. Intanto, questa regressione all’ infanzia può anche evocare immagini di pace idillica; ed è così che Pascoli scivola spesso nella letteratura e nel sentimentalismo, trasformando (e mascherando) il tempo limbico dell’ infanzia in una sorta di novella arcadia, rusticana e domestica, capace di incantare i lettori inclini alla tenerezza, pronti perciò a commuoversi per questo Pascoli così sensibile, senza intuirne le ansie e le angosce. Essi amano di Pascoli solo la parte più piatta e banale. Il simbolismo pascoliano non è solo in queste forme riconducibili alla regressione all’ infanzia: esso presenta anche simboli di origine ben diversa, cioè simboli di certe pulsioni rimosse (e respinte quindi nel subconscio), quali quelle sessuali e la paura della morte.