Risorgimento e arte: tesina

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Tesina di maturità su come i moti risorgimentali hanno influenzato i testi letterari e le opere d'arte del periodo. Analisi del contesto storico italiano, Verdi e Manzoni a confronto, Mazzini e la filosofia della musica, Hayez, la tetralità dell'arte e la questione dell'Inno d'Italia (31 pagine formato pdf)

RISORGIMENTO E ARTE: PREMESSA E COLLEGAMENTI

Come i moti risorgimentali hanno influenzato i testi letterari, le arie d’opera e l’arte in generale.

Ho scelto di effettuare questa ricerca in quanto ho deciso di abbinare il percorso seguito dal programma di quest’anno scolastico con un aspetto della mia esperienza di vita, appunto la musica. La mia non è certo una pretesa di assolutezza ma attraverso questo percorso propongo una chiave di lettura dei testi risorgimentali e in parallelo con ciò, il carattere musicale proposto dalle arie d’opera.
Indice
Il contesto storico italiano, gli anni dal 1820 al 1861
Byron e l’esperienza Italiana
Alessandro Manzoni e il confronto con l’opera di Giuseppe Verdi
Giuseppe Mazzini e la “Filosofia della musica”
Francesco Hayez, liricità e teatralità dell’arte
La questione dell’Inno d’Italia
Conclusioni
Bibliografia e Sitografia.

Risorgimento italiano: tesina

ARTE UNITA' D'ITALIA

Il contesto storico italiano, gli anni dal 1820 al 1861. All’indomani della conclusione dell’impero Napoleonico e delle decisioni prese nel Congresso di Vienna del 1815, ovvero riportare la situazione politica europea alla stabilità precedente alla rivoluzione Francese, la popolazione europea bramava l’aria di libertà e di uguaglianza che la stessa dominazione Francese di ispirazione rivoluzionaria aveva fatto respirare e che la restaurazione aveva soppresso.

Già negli anni Napoleonici esistevano organizzazioni segrete che miravano alle indipendenze nazionali, tuttavia esse si moltiplicarono negli anni seguenti al Congresso di Vienna, dando origine a società come la Carboneria, con il risultato che nel 1820 a Nola gli alti ufficiali dell’esercito Borbonico, come ad esempio Guglielmo Pepe, insorsero al fianco della carboneria.

Unità d'Italia: tesina

VERDI E MANZONI DUE SIMBOLI DEL RISORGIMENTO

Questa rivolta, sostenuta e alimentata dagli artigiani e dagli operai che non potevano più sopportare la politica del governo, si estese ben presto in tutto il regno Borbonico, coinvolgendo anche la Sicilia, anche se poi venne repressa nel sangue il 7 marzo 1821 quando, a seguito delle decisioni del congresso di Lubiana, le truppe austriache sconfissero le truppe Napoletane guidate da Pepe. Ferdinando I fu però costretto a concedere inizialmente una costituzione, simile a quella spagnola, che abrogò successivamente dopo il congresso di Lubiana.
Nel frattempo erano scoppiate rivolte anche nel Regno di Sardegna organizzate della carboneria e dalla Federazione Italiana, quest’ultima fu una società segreta che mirava all’unità del nord Italia sotto la guida di una monarchia costituzionale. Uno dei massimi esponenti fu il conte Santorre di Santarosa il quale in accordo con il principe ereditario Carlo Alberto di Savoia organizzò le rivolte in Piemonte. Il 10 marzo 1821 scoppiarono le insurrezioni ad Alessandria e poco più tardi anche a Torino. Il re Vittorio Emanuele I pur di non concedere una costituzione, come chiedevano gli insorti, decise di abdicare in favore del fratello Carlo Felice, il quale una volta sovrano fece allontanare il principe da Torino per farlo ritirare a Novara dove erano concentrate le truppe fedeli alla corona. Fu così che il fronte degli insorti si indebolì, anche se Santarosa era stato nominato ministro della guerra da Carlo Alberto prima di lasciare Torino, e il 10 aprile 1821 gli austriaci entrarono a Torino e soffocarono nel sangue le rivolte.