Tesina maturità sulla maschera

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Tesina maturità sulla maschera e l'apparenza che collega i seguenti argomenti: Carnevale ogliastrino e ulassese, tipi di maschere, Plauto, Terenzio, maschera secondo Goldoni, maschera secondo Pirandello, Montale: poesia sulla maschera, Il fascismo con Mussolini, Kierkegaard, uomo moderno di Nietzsche, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di R. L. Stevenson (30 pagine formato doc)

TESINA MATURITA' SULLA MASCHERA

SIAMO COME APPARIAMO…O FORSE NO!?
“Incontrerai milioni di maschere e pochissimi volti”
INDICE
Introduzione
Le funzioni delle maschere
Curiosità
Carnevale ogliastrino e ulassese
Vari tipi di maschere
Plauto
Terenzio
La maschera nel mondo latino
Carlo Goldoni
La maschera secondo Goldoni
Luigi Pirandello
La maschera secondo Pirandello
Montale: poesia sulla maschera
Il fascismo con Mussolini
Kierkegaard
Nietzsche
L’uomo moderno di Nietzsche
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di R.

L.
Stevenson

Le opinioni di un clown di Heinrich Böll
Doppia Novella Schnitzler
Conclusione
Bibliografia
Ringraziamenti.

Tesina maturità sulla maschera

 

TESINA SULLA MASCHERA LICEO CLASSICO

INTRODUZIONE
Ho scelto il tema della maschera per concludere questo mio percorso di studi poiché ritengo che sia un elemento inseparabile dall’esperienza dell’individuo, costantemente scisso e frammentato in mille maschere con le quali si presenta davanti agli altri.
L’etimologia del termine “maschera” deriva probabilmente dal latino medievale “masca”, cioè “strega” e, per derivazione, “fantasma” e “travestimento”. Infatti, nelle società arcaiche la maschera era dotata di valore magico ed era capace di creare un contatto con le forze sovrannaturali e il mondo dell’aldilà. La consuetudine di utilizzare camuffamenti durante le cerimonie religiose esisteva anticamente anche presso i greci.
Grazie ad alcuni grandi scrittori, queste rappresentazioni religiose si trasformarono gradualmente in rappresentazioni teatrali. Le maschere del teatro greco avevano delle fisionomie fisse e accessori diversi (tipi di capigliature, copricapi, ecc.) e servivano innanzitutto per caratterizzare il personaggio, per cui dovevano avere una fisionomia tale da indicare: ceto di appartenenza, stato d'animo, età e carattere. Le donne non potevano recitare e gli attori erano solo uomini, motivo per cui le maschere che rappresentavano personaggi femminili erano sempre dipinte di bianco e quelle maschili di grigio. Ad ogni attore in genere corrispondeva più di un personaggio.

Tesina maturità sulla maschera, i diversi volti

 

TESINA SULLA MASCHERA REALTA' E APPARENZA

Altra funzione importante della maschera era quella di fungere da "cassa di risonanza" (ruolo svolto dalla bocca aperta della maschera stessa, che serviva da "amplificatore" della voce).
Spesso la maschera nasconde il vero sé, considerato troppo “spaventoso” per essere mostrato agli altri. In tanti altri casi, il timore del giudizio altrui ci porta a preferire un abito di circostanza. Frequenti sono le volte in cui la concezione che gli altri hanno di noi non coincide con il nostro vero essere e ci vengono modellate addosso identità a noi estranee.
Occorre, inoltre, considerare le innumerevoli maschere che indossiamo quotidianamente, ogni qualvolta siamo chiamati ad assumere dei ruoli.
Essere totalmente se stessi resta comunque un obiettivo difficile da raggiungere, per cui la  relazione tra l’essere e l’apparire deve raggiungere un equilibrio tale da impedire che l’essere non sia sopraffatto dall’apparire.

Tesina maturità sulla maschera, un velo di apparenza sulla realtà

 

TEMA DELLA MASCHERA PIRANDELLO

Il mio percorso inizia con la citazione di vari autori italiani e stranieri che hanno affrontato il tema della “maschera”. Tra questi troviamo Pirandello  con la sua opera Uno, nessuno e centomila, dove l’autore sostiene che il contrasto tra apparenza e realtà non esiste solo fuori di noi, ma anche all’interno della nostra coscienza. In The Picture of Dorian Gray di Oscar Wilde, la maschera indossata implicitamente dal protagonista si concretizza nella doppia vita da lui vissuta: il suo sfiorire si cela dietro un aspetto apparentemente sempre giovane e affascinante. È la stessa maschera che lo “protegge” dal trascorrere del tempo della vita, mentre il vero “sé” nascosto in una soffitta, è rappresentato dal dipinto che lo ritrae sempre più vecchio, brutto, decadente. Per i protagonisti della novella Doppio sogno di Schnitzler, la maschera è il simbolo dell’alienazione tra marito e moglie, che diventano sempre più estranei. Un altro autore che fa riferimento alle maschere è il filosofo Nietzsche, che critica il comportamento dell’uomo moderno, il quale maschera l’assenza di  valori forgiando nuovi valori o fugge la tragicità che non è in grado di affrontare.