1984: la gara tra oppressione e libertà nel domani visto da Orwell

Appunto inviato da raffaelozzo
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un saggio breve del libro di Orwell "1984", di difficile interpretazione. E' descritta la struttura della società, le idee del Partito e dell'autore con vari riferimenti alla Russia di Stalin. (2 pagine formato doc)

Untitled Oceania, Eurasia ed Estasia.
In questi tre immensi superstati si divide il mondo di Orwell. Talmente grandi quasi da poter costituire di per se dei mondi paralleli a quello delineato da Madre Natura. Eppure, anche essendo cosi grandi, tali da pensare che abbiano origini e circostanze differenti, sono governati secondo regimi dittatoriali rigidissimi, molto simili tra loro. Londra. È questa la capitale dell'Oceania, ed è qui che si articola la storia di un uomo che va totalmente contro ogni atteggiamento politico dal Partito che guida il paese, per il quale egli lavora. La società in cui il personaggio vive, Winston Smith, è divisa in tre classi sociali: il Partito Interno (che ricopre a mala pena il 2%), il Partito Esterno (dove lavora Winston, che ricopre il 13%) e il restante popolo dei “prolet”, ovvero la gente che non costituisce nulla di importante per lo Stato e lasciata i una condizione di completo abbandono.
I partiti, sia quello Esterno che quello Interno, fanno capo ad una figura di grande importanza, il Grande Fratello, che controlla tutto e tutti. La sua è una figura che incute terrore, rappresentata con grandi manifesti in tutta la città. Lo slogan del Partito è “La libertà è schiavitù, la guerra è pace, l'ignoranza è forza”. Apparentemente dal significato fine a se stesso, questo slogan rappresenta l'intera politica del Partito. È vero che il regime controlla incessantemente i suoi sudditi con mezzi a dir poco frustranti, ma se non controllasse le menti stesse di quei sudditi, l'intero sforzo risulterebbe praticamente nullo. È qui che entra in gioco l'arma più potente del Partito: la Neolingua. Il Partito stava lavorando alla creazione di una nuova lingua, capace di eliminare ogni concetto astratto nel modo più semplice ed efficace possibile: eliminando le parole. Se ancora non è chiaro il concetto, questo si può ben intendere se prendiamo in esame la parola “libero”. Questa parola, apparentemente innocua, cela un pensiero profondissimo quanto essenziale, ovvero il desiderio di libertà. Eliminando questa parola, è inevitabile anche eliminare il concetto che ne scaturisce pronunciandola, ed è altrettanto ovvio che non sarebbe mai e poi mai possibili scatenare una rivolta contro il Partito in nome della libertà stessa. Leggendo il libro si evince quasi che gli schiavi siano le popolazioni meno agiate, ovvero i prolet. Ma non è cosi. Difatti i veri schiavi sono proprio i Membri del Partito che sono i fautori della loro stessa autolimitazione permettendo la creazione della Neolingua e sottomettendosi completamente al potere del Grande Fratello. Il controllo che il Partito attuava non si limitava soltanto al presente, ma si espandeva perfino a comprendere il passato. Cambiando i fatti, sostituendo parole, falsificando foto e distruggendo gli originali, censurando libri, ristampando giornali vecchi di dieci anni, in questo modo non solo si eliminavano le prove, ma si eliminava dal passato ogni