Gabriele d'Annunzio: tesina terza media

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Tesina di terza media su Gabriele d'Annunzio: decadentismo, vita e opere di questo importante autore della letteratura italiana (25 pagine formato doc)

GABRIELE D'ANNUNZIO: TESINA TERZA MEDIA

Tesina di terza media su Gabriele D’Annunzio.

Il decadentismo: caratteristiche, l'angoscia esistenziale, l'esasperazione dell'individualismo e la negazione della ragione.
Il Decadentismo. Verso la fine del XIX secolo sorsero nuovi indirizzi di pensiero, si affermarono una nuova sensibilità, un nuovo gusto, un nuovo concetto dell’arte.
Questa subì un profondo rinnovamento e venne vista come pura espressione dello spirito dell’artista, come rivelazione autentica dell’essenza più segreta delle cose.
La corrente culturale che andò sviluppandosi prese il nome di Decadentismo.
Esso si presentava come reazione al Positivismo in filosofia e al Realismo in letteratura.
Con il termine decadentismo si indica una tendenza della cultura, del gusto letterario e del costume diffusasi all’inizio del Novecento in Europa e nel mondo occidentale, le cui origini risalgono agli ultimi vent’anni dell’Ottocento.
La parola deriva da décadent, termine usato in Francia con significato dispregiativo nei confronti di quelli che, nella seconda metà dell’Ottocento, venivano definiti “poeti maledetti” per la loro vita disordinata e ribelle, per le innovazioni che introducevano nella loro arte.
Essi non solo non si sentirono offesi, ma accettarono questo appellativo come una giusta definizione del loro Stato d’animo: stanco, annoiato, sazio in una società che a loro sembrava avesse compiuto il suo ciclo storico e fosse ormai vicina alla fine.

Tesina su Gabriele d'Annunzio: vita e opere

GABRIELE D'ANNUNZIO: TESINA SCUOLA MEDIA

Assunsero tale atteggiamento in senso polemico, per ostentare la loro “diversità” rispetto alla gigia banalità del “gregge” costituito dalla gente comune.
Oggi con il termine Decadentismo si indica una corrente culturale che, negli anni tra la fine dell’Ottocento e la Seconda Guerra Mondiale, esprime la crisi profonda inquietudine della civiltà occidentale in un periodo in cui tutto si trasforma velocemente e viene messo in discussione.
Le caratteristiche del decadentismo
Il Decadentismo è un movimento europeo che ebbe origine in Francia.
Il quadro politico dell’Europa negli ultimi anni del XIX secolo e nel Novecento presentava gravi motivi di pessimismo e di angoscia; infatti gli ideali di pace, di progresso, di maggiore giustizia sociale, di una scienza intesa come liberatrice, ideali che erano stati propri del Romanticismo e del Positivismo, venivano contraddetti dalla realtà dei fatti.

Riassunto su Gabriele d'Annunzio: vita e opere

D'ANNUNZIO: TESINA TERZA MEDIA

L’angoscia esistenziale
Queste nuove idee portarono a un ripensamento critico dei valori sostenuti dal Positivismo, provocando uno Stato d’animo d’angoscia esistenziale, che costituì la base del pensiero decadente, e un’esaltazione della parte irrazionale dell’uomo.
La vita appariva senza scopo, grigia, oppressa dalla noia e dal senso del mistero; in essa l’uomo si sentiva solo, isolato, senza possibilità di comunicare.
Questo generale smarrimento di fronte alla realtà e il formarsi di correnti non più fondate sulla ragione influenzarono l’arte e la letteratura.
Lo scrittore non si sentiva più in grado di fare da testimone, da interprete della sua epoca, strumento di educazione e di elevazione come durante il Romanticismo, quando la poesia e la letteratura avevano uno stretto legame con la vita sociale.
Egli tendeva piuttosto a stabilire con il lettore una comunicazione intima di stati d’animo individuali, di indefinite emozioni interiori.
La negazione della ragione
Un’altra espressione della sensibilità decadente è la negazione della ragione come strumento di rielaborazione della realtà e, al contrario, la rivalutazione della componente irrazionale dell’uomo, della suggestione dei sensi e dell’istinto.
Vennero esaltate le sensazioni, tanto più valide quanto più fuori dalla norma, originali e raffinate.
Anche la natura non era più conoscibile dalla ragione, ma era sentita come oscura, impenetrabile, misteriosa; l’unico tramite tra la realtà e l’uomo era la poesia, a cui era attribuita la funzione di illuminazione e di rivelazione.

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