Analisi del conflitto padre-figlio: tesina

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Analisi del rapporto conflittuale tra padre e figlio attraverso l'esame dei romanzi del 1900 con riferimenti alla teoria del conflitto edipico di Freud e collegamenti storici e culturali (17 pagine formato doc)

CONFLITTO PADRE FIGLIO: TESINA

1.

Introduzione. Si può dire che la spinta al conflitto con l’autorità cui si è sottoposti sia una condizione atavica dell’uomo. Una fase necessaria dello sviluppo dell’individuo in quanto tale, che per questo motivo è difficile da analizzare, proprio perchè indipendente da ogni fattore esterno se non il meccanismo della vita stessa. Probabilmente rientra in quell’impulso all’affermazione legato all’istinto alla sopravvivenza che l’essere vivente sente di dover realizzare. Hegel, nell’elaborazione della fenomenologia dello spirito, teorizza che alla trasformazione della coscienza in autocoscienza segue un processo di acquisizione di consapevolezza che spinge tale figura a desiderare tutto ciò che la circonda e a vedere il mondo stesso come ostacolo per il conseguimento di questi desideri.
Questa percezione di ostilità porta la stessa autocoscienza ad affermare la propria volontà attraverso un violento conflitto con le altre autocoscienze, allo scopo di ottenere un riconoscimento. È nel conflitto che Hegel introduce l’incontro con la morte, perché un’autocoscienza può vedersi vincitrice solo al soccombere della sua rivale.  

Rapporto padri e figli nella letteratura e nella storia: tesina maturità

 

TESINA SULLA FIGURA DEL PADRE

Sembra quindi che, anche se in diverse forme, sia un’idea intrinseca comune quella di dover, ad un certo punto, scegliere l’autocoscienza, l’autorità o l’ostacolo più forte, combattere con esso, e sconfiggerlo per poter semplicemente essere.
Ciò nonostante, quest’analisi vuole evidenziare come, in seguito a determinati cambiamenti storici, sociali, politici ed economici, e sullo sfondo di una nuova epoca, si sia diffusa nell’immaginario generale che una qualsiasi autocoscienza, una qualsiasi autorità o un qualsiasi ostacolo, sia diventato quell’autocoscienza, quell’autorità e quell’ostacolo e cioè: la figura paterna.

Conflitto generazionale tra padri e figli: tema svolto

 

TESINA RAPPORTO PADRE FIGLIO STORIA

2. Quadro storico e culturale di riferimento
Il periodo storico che potrebbe essere considerato il fondamento o addirittura la causa del cambiamento e più specificatamente dell’individuazione, qui in analisi, è quella che vede alcune tra le trasformazioni più profonde nella storia della modernità nascere, avere luogo e incidere le proprie conseguenze nella mentalità e nella coscienza degli individui che le vissero: la seconda rivoluzione industriale, il tentativo di una politica democratica di massa nell’età giolittiana, la prima guerra mondiale e il disastroso dopoguerra.
La lunga pace a livello europeo e il crescente benessere generale, che fu tale dalla fine dell’800 fino allo scoppio della prima guerra mondiale, promosse nella speranza comune l’illusione dell’inizio di una stabile situazione di prosperità e serenità che rese ancora più brusco e sconvolgente il risveglio che i conflitti e le crisi portarono e più profonda la delusione che seguì.

Rapporto tra padre e figlio nella letteratura: tema

 

RAPPORTO PADRE FIGLIO NELLA LETTERATURA ITALIANA

La seconda rivoluzione industriale, che trasformò l’Europa tra il 1895 e il primo decennio del 1900, condusse anche l’Italia verso la tanto attesa modernizzazione e pose a confronto, ma più che altro in conflitto, due grandi figure che caratterizzarono la struttura sociale italiana per lungo tempo: il padrone capitalista e l’operario proletario. L’espansione dell’industrializzazione favorì la diffusione della razionalizzazione scientifica dell’organizzazione del lavoro, che ridimensionò inevitabilmente quella che prima era l’identità dell’operaio autonomo e possessore del proprio lavoro, in una massa di lavoratori senza alcuna identità professionale sfruttati e ignorati nei loro bisogni. Di fronte alle ingiustizie sociali che la classe proletaria subiva, l’operario venne progressivamente investito della responsabilità di rivoluzione dei deboli contro i forti. I fautori di tale nomina non furono soltanto le organizzazioni sindacali, che stavano acquisendo un ruolo sempre più importante nel legittimare la lotta al padrone, ma anche pensatori e filosofi come Marx.