Il bifrontismo tassesco

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Piccolo saggio sul bifrontismo di Tasso nell'opera "Gerusalemme liberata" (1 pagine formato doc)

Il bifrontismo tassesco investe tutta l’opera in vari livelli.
E’ lo stesso Tasso ad apparire bifronte sotto gli occhi dei moderni: infatti si presenta come il perfetto poeta cristiano, il cantore degli ideali della Controriforma . E tutto ciò implica una serie di scenografie fastose e magnifiche , che, per il bifrontismo , sono seguite da episodi in cui il potere si mostra in tutta la sua pompa Se Tasso con la “Gerusalemme vuole dare il perfetto poema ristiamo secondo i canoni controriformistici, egli vuole dare , in obbedienza all’autorità di Aristotele e alle leggi della sua Poetica, il perfetto poema epico (descrizione minuziosa di scenari , armi e tecniche belliche). Il bifrontismo travolge l’opera : in particolar modo i temi ,il livello formale, la struttura ideologica, narrativa e la rappresentazione spaziale . I temi. Al tema della guerra, la quale è vista non solo come esaltazione e manifestazione di eroismo ad un fine alto, si contrappone una considerazione pià grave e dolorosa, che vede nella lotta e nella strage una necessità inveitabile , ma anche qualcosa di atroce di disumano.
Al tema didascalismo moraleggiante, si contrappone l’attrazione per il voluttuoso , ovvero per un amore svincolato da ogni legge morale, ispirato solo ad una ricerca del piacere dei sensi. Al tema di una religiosità maestosa , si contrappone una religiosità meno esplicita e più intima , autentica e sofferta, che si manifesta nell’avvertimento della precarietà dell’esistenza e della vanità delle belle apparenze. Alla religione, invece fondata su verità razionalmente definite dalla teologia , si contrappone un’attrazione per il magico e il demoniaco. Il livello formale Il brifontismo si manifesta anche a livello formale: le spinte voluttuose , idilliache e patetiche, fanno sì che l’opera non raggiunga , anzi non tenda, a quella sublimità dello stile , che Tasso si era proposto L’unità strutturale .In più la struttura centripeta, che avrebbe dovuto dare quella unità contrapposta alla disunità del romanzo cavalleresco, sembra essere deviata continuamente da forze centrifughe: gli amori e le imprese eroiche dei personaggi.