Tesina sul metateatro di Plauto e Beckett

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Tesina sul metateatro (il teatro nel teatro): dalla classicità di Plauto all'assurdo di Beckett e caratteristiche del teatro pirandelliano (2 pagine formato doc)

TESINA SUL METATEATRO DI PLAUTO E BECKETT

Come il teatro rappresenta il teatro: dalla classicità di Plauto all’assurdo di Beckett.

La commedia Nuova nasce dopo una serie di rivolgimenti storici e sociali che, iniziati con la sconfitta di Atene  e proseguiti durante l’egemonia spartana e tebana culminano nella fulminea conquista di Alessandro. Menandro si colloca in questo scenario che vide anche la commedia trasformata.
Infatti la sua commedia è detta commedia nuova per i tratti che essa aveva assunto dopo il passaggio dalla commedia antica a quella di mezzo. Si tratta di una commedia che se anche non ha del tutto abbandonato aspetti mitologici, tratta di temi nuovi, incentrati sulle faccende private della cittadinanza ateniese delle classi medie non occupandosi più di problematiche politiche e sociali. Per la rilevanza che in questa commedia acquistano le preoccupazioni domestiche, le attività quotidiane e i sentimenti, essa sarà detta commedia “borghese”.

Tesina sul metateatro

METATEATRO PLAUTO

Questo nuovo interesse per la dimensione del microcosmo influirà su Plauto, che da Menandro riprenderà temi e anche trame.
Tuttavia per motivi sociali e storici Plauto non si lascia condizionare troppo dai modelli di Menandro. Otteniamo così commedie che mantengono molti dei topoi del teatro menandreo ma si distaccano da alcuni temi come la concezione di uomo, dal modo di pensare, dalla serietà di analisi psicologica, dal pessimismo, dai riferimenti alle filosofie soprattutto peripatetica ed epicurea, dall’attenzione verso chi soffre, dalla fiducia, nonostante tutto, nella bontà umana,. Plauto mostra uno scarso interesse per le trame che spesso risultano prive di coerenza interna. Questo disinteresse per i personaggi e le trame sembra calcolato per opporsi agli autori greci della commedia nuova. Il suo intento è quello di rompere l’illusione scenica, per impedire così il coinvolgimento emotivo e sentimentale dell’autore creando un distacco comico. La rappresentazione diventa dunque un ludus giocoso e beffardo in cui tutto è inganno e nel quale il pubblico è costantemente chiamato in causa , e diventa un personaggio fisso. Questo rapporto con il pubblico è stabilito con numerose tecniche come quella degli “a parte”.

Tesina sul teatro e il caos

TEATRO PIRANDELLIANO: CARATTERISTICHE

Questa tecnica di mostrare al pubblico trucchi e artifici dello spettacolo venne ripresa da Pirandello.
Sulla scena la contaminazione dei registri, la mescolanza di realtà e finzione è condotta fino a esiti estremi. La superficie compatta della vita è infatti frantumata in varie direzioni, sicchè non è più possibile distinguere la verità dall’invenzione fantastica. Il teatro propone se stesso come soggetto dello spettacolo. In questo modo Pirandello raffigura perfettamente la sua lettura della vita: se infatti il teatro è metafora dell’esistenza, mostrando agli spettatori i trucchi, gli artifici e le convenzioni che governano la drammaturgia , si denunciano le regole medesime della vita umana. Tema fondamentale del teatro pirandelliano è la tesi secondo cui ognuno costruisce la propria personalità secondo i diversi ruoli che deve assumere o che gli sono comunque imposti dalla vita sociale. Ma nessuno di questi è l’intera persona: si tratta di maschere di cui si compone, spesso dolorosamente, il complesso della sua realtà individuale. La forma che l’individuo viene ad assumere indossando le maschere imposte dalla società ostacola l’impulso profondo della vita che tende a scorrere incessantemente. Esiste così un conflitto fondamentale all’interno dell’uomo, che da un lato tende ad esprimere le sue esigenze profonde, distruggendo le forme che le bloccano e le ostacolano, e dall’altro aspira all’ordine e alla sicurezza, che invece comporta l’irrigidimento e la fissità. La vita umana per lui è dunque null’altro che una recita dove ciascun individuo è l’attore di se stesso. La ricerca di un punto fermo in un mondo preso in un flusso costante è presente in tutte le opere di Pirandello, che rappresentano l’evanescenza della verità dissolta nell’infinità delle opinioni soggettive, che si trasformano in ogni momento.