Tesina sulla fortuna, fato e provvidenza

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Analisi della fortuna: dai tempi più antichi fino ai nostri giorni, identificabile con la Tyche, col fato, con la Provvidenza, con il destino, a seconda delle epoche, delle concezioni essa assume varie sfaccettature e significati. Tesina sulla fortuna, fato e provvidenza (37 pagine formato doc)

TESINA SULLA FORTUNA, FATO E PROVVIDENZA

Fato, frotuna, provvidenza in letteratura e in arte.


La fortuna, sotto l’aspetto filosofico, è una specificazione del caso e, precisamente, è il caso, in quanto reca agli uomini qualche vantaggio o qualche danno.
Identificabile con la Tyche, col fato, con la Provvidenza, con il destino, quindi, a seconda delle epoche, delle concezioni essa assume varie sfaccettature e significati.
Letteratura greca, tragedia. La tragedia greca rendeva onore alla libertà umana  facendo lottare il suo eroe contro lo strapotere del destino: per non andare al di là di tutti i confini dell'arte doveva farlo soccombere, ma per riparare nuovamente a questa umiliazione della libertà umana, imposta dall' arte, doveva farlo espiare anche per il delitto commesso dal destino. E' un grande pensiero quello di essere disposti ad affrontare anche la punizione per un delitto inevitabile per dimostrare così, attraverso la perdita della propria libertà, questa libertà, e proclamare, nell'atto stesso di perire, il proprio libero volere (Schelling).

Tesina di maturità sul fato


TESINA SULLA PROVVIDENZA

La tragedia greca nacque dal culto di Dioniso, celebrato nelle campagne dopo l’epoca della vendemmia.

In tale occasione aveva luogo una processione nella quale sopra un carro a forma di barca( currus navalis ) si portava in giro il dio Dioniso che proveniva dal mare, seguito da una folla che si truccava da satiri, nel Peloponneso o nell’Attica. La processione si chiudeva con un sacrificio e con canti popolari improvvisati, in cui si celebravano le lodi del dio.
La tragedia greca nacque e decadde nel giro di tre generazioni.
Tragedia non significa, come nell’uso comune, situazione catastrofica o disastrosa, anche se questi elementi di certo non mancano, ma indica la condizione, appunto tragica, di un personaggio che si trova di fronte a una alternativa senza via d’uscita, perché entrambe le scelte portano alla rovina. La tragedia greca ebbe il merito di porre come nodo centrale il dilemma e il dubbio: proponendo i propri antichi miti in forma tragica, i Greci dell’età classica, uscirono dalle certezze del periodo arcaico, rispecchiate nell’epica, e avviarono una riflessione sulla problematicità dell’esistenza e la responsabilità che pesa su ogni azione umana.

Tema sulla fortuna nella letteratura italiana


FORTUNA LETTERATURA LATINA

Tutto quello che la tragedia significa per la nostra cultura è stato introdotto, portato a perfezione e realizzato da tre grandi tragediografi del V secolo a.C.:
Eschilo, Sofocle ed Euripide. Eschilo (Eleusi 525 a.C. ca.- Gela 456 a.C. ca). Eschilo perfezionò e definì il genere tragico: viene universalmente considerato come il padre delle tragedia greca, in quanto l’avrebbe resa assai più drammatica rispetto al passato, sia assegnando una parte molto maggiore al dialogo sia limitando la parte del coro. A lui si attribuisce anche l’introduzione del secondo attore.