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RIASSUME UN Pò IL FILM THE HOUARS (0 pagine formato doc)

“The Hours”: la letteratura come nevrosi e liberazione The Hours ”: la letteratura come nevrosi e liberazione.
“The Hours“ è un film che racconta tre storie di donne che vivono in tre periodi diversi, ma che hanno come comune denominatore il romanzo “ Mrs. Dalloway” di Virginia Woolf. Un'unica giornata per ciascuna, dal trillo della sveglia all'ora di coricarsi. Clarissa Vaughan, proprietaria di una casa editrice della New York dei giorni nostri, trascorre l'intera giornata preparando una festa per il suo migliore amico Richard, che affettuosamente la chiama “signora Dalloway”; è uno scrittore che soffre di disturbi mentali e che è malato di AIDS e ha vinto un importante premio letterario. Nonostante la donna, adesso, viva con Sally, la sua compagna di vita, in passato ha avuto una storia con Richard, il quale si rifiuta di partecipare alla festa e si lascia cadere giù dalla finestra davanti agli occhi della donna.
Qualche annetto prima, intorno agli anni '50, Laura Brown, una californiana incinta, comincia a leggere “Mrs. Dalloway” nel giorno del compleanno di suo marito e decide di preparargli una torta. Ma è proprio questo il problema, si sente disperata e isolata e nessuna si rende conto della sua fragilità e depressione. Laura s'identifica sempre più in Septimus, l'antieroe del romanzo che soffre di disturbi mentali e alla fine si suicida. Laura, però, non si ammazza pensando ai suoi figli e cerca di combattere i suoi disagi interiori. Nei primi anni del 1920 V. Woolf, in uno dei suoi momenti di poca lucidità, comincia a scrivere il romanzo: come Laura vive il disagio dell'abitare nei sobborghi, nel suo caso, quelli di Londra, in una casa enorme e vuota invece di migliore la sua malattia peggiora. Inevitabile è l'arrivo di sua sorella Vanessa verso la quale prova profonda invidia per la bellezza, per la stabilità mentale e per l'intensa vita sociale. Differentemente dalle altre due donne, la scrittrice, com'è noto, si lascia annegare nel fiume per facilitare la vita a suo marito. Il significato del film è quello della scelta della vita contro la morte nonostante il carattere effimero della felicità, la ricerca di quel mistico stato di euforia, di quell'ebbrezza e la ricerca di una soluzione per eliminare la silente rabbia e la solitudine che è in ognuno di noi. E' lo stesso Richard, infatti, rivolgendosi a Clarissa, che dice “Signora Dalloway dai sempre feste per coprire la solitudine”. Se Clarissa, alla fine, arriva alla conclusione che la morte degli altri dà la possibilità di apprezzare la propria vita, Virginia dice, lasciandosi morire dice “Bisogna guardare la vita in faccia, conoscerla ed amarla per quella che è, e poi metterla da parte”. Sia la Woolf, sia Laura e sia Clarissa sono vittime della sofferenza insita nella vita stessa, hanno difficoltà ad accettare la realtà e il vuoto dell'esistenza; vivono l'angoscia per la mancata libertà ed hanno