Il Neorealismo e Elio Vittorini

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Analisi delle opere di uno dei maggiori esponenti del Neorealismo italiano (4 pagine formato doc)

Gli anni del neorealismo delinearono il distacco dalla cultura del ventennio, in particolar modo dall'idealismo.


Il maturare di una generazione già venuta a contatto con altre esperienze intellettuali; lo stato d'animo che si determinò durante la guerra, la partecipazione alla resistenza, la consapevolezza dei tanti e seri problemi apertisi all'Italia; questo assieme di circostanze, provocò alla fine della guerra un distacco dagli spiriti e dalle forme che avevano costituito la letteratura del ventennio, ma anche la necessità di un modo diverso di concepire al rapporto, nel letterato tra il suo lavoro e ciò che allora si disse << la realtà o la vita>>.

Questo stato d'animo di superamento del passato, e di confidenza fiduciosa nell'avvenire si definì Neorealismo.


Tradotto in letteratura o generalmente in arte questa corrente letteraria, fu dunque il tentativo di contrapporre al vecchio stato d'animo di angoscia esistenziale, un atteggiamento di fiducia nel mondo e negli uomini e con l'intento di far ritornare la letteratura una funzione sociale, in modo da far incontrare uomini ed esperienze diverse. Tuttavia, questi uomini, dovevano fare i conti con il proprio passato e perciò in ognuno di essi le parole d'ordine nuove, che essi tutti accettavano, nelle quali appunto vedevano la possibilità di un rinnovamento umano e artistico, dovevano avere risonanze diverse e dare luogo a esiti vari.

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