Pessimismo di Giacomo Leopardi

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Pessimismo di Giacomo Leopardi: la natura e l'origine del pessimismo nelle "Operette morali" e nello "Zibaldone", gli "Idilli", il suo "Romanticismo", breve biografia di Leopardi; paragone Lucrezio-Leopardi (7 pagine formato doc)

PESSIMISMO DI GIACOMO LEOPARDI

L’opera da cui emerge chiaro il pensiero del Leopardi è senza dubbio rappresentato dalle “Operette Morali”, in cui il “sistema del pessimismo del poeta recanatese  si snoda in modo organico attraverso vari momenti “.

I presupposti da cui parte la meditazione del poeta sono alcune affermazioni scettiche, per cui all’uomo non e dato di poter conoscere la verità su quanto lo circonda, mentre la realtà viene intesa come ”pura natura”, in senso strettamente meccanicistico, come, cioè, svolgersi eterno di leggi meccaniche prive di idealità e senza alcuna luce provvidenziale di Dio.
Pertanto da tali presupposti il Leopardi fa una semplice constatazione che l’esperienza gli rivela in modo indubbio: l’uomo vivendo è infelice, perché è la vita stessa che reca dentro la sua legge di dolore.

Giacomo Leopardi, riassunto: pessimismo e opere


PESSIMISMO EROICO LEOPARDI

Su questa affermazione si svolge il pensiero leopardiano alla ricerca dell’origine di questa infelicità; in un primo momento il poeta pensa che la causa della nostra vita infelice sia la nostra ragione che vuole a tutti i costi conoscere le leggi meccaniche che regolano la vita dell’universo, squarciando così quel velo di illusione, di immagine in cui la Natura Materna ha avvolto l’uomo per impedirgli di conoscere la “tragica verità”, le leggi dolorose della vita, quindi la storia del genere umano non è altro, per il Leopardi, se non la storia della discoperta progressiva della nostra fatale infelicità. Per questo al giudizio del poeta felici sono stati gli uomini primitivi che hanno sfruttato la loro fantasia per creare una vita fatta di miti, di illusioni, così come fanno in genere i fanciulli; pertanto la storia del destino umano sta in questa lotta tra la Natura Privvida che vuol nascondere la verità agli uomini e dall’altra la Ragione che ci spinge a conoscere “l’orrido vero”.

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PESSIMISMO COSMICO E STORICO: DIFFERENZA

In tal modo la ragione è si illuminatrice  come volevano gli illuministi, ma non dei diritti comuni a tutti gli uomini bensì illuminatrice dell’infelicità umana. E’ dunque questa la ragione del dolore umano, ma il Leopardi approfondisce la sua meditazione e scopre che l’origine della nostra infelicità sta nella contraddizione, che è dentro di noi, tra il desiderio di felicità, che appartiene alla natura umana, e la impossibilità di poterla conseguire proprio a causa di leggi naturali che ne impediscono il conseguimento. Questi due punti fondamentali costituiscono le basi della prima concezione pessimistica del Leopardi da cui derivano l’ironia il sarcasmo Leopardiano contro il facile ottimismo proclamato dagli illuministi e contro l’esaltazione delle sorti dell’umanità proclamata dai filosofi idealisti di quel periodo.