Lo sfruttamento delle donne: tesina

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Lo sfruttamento delle donne in Africa e in altri paesi sottosviluppati (2 pagine formato doc)

LO SFRUTTAMENTO DELLE DONNE: TESINA

Lo sfruttamento della donna nella società.

Il problema dell’emancipazione della donna nei confronti degli uomini è uno dei problemi più sentiti: le donne non in tutti i paesi del mondo hanno gli stessi diritti degli uomini, e, anche dove questo in parte avviene, ciò significa per la donna doversi sobbarcare maggiori responsabilità: il lavoro, le faccende domestiche, e i figli, perché gli uomini in casa contribuiscono poco o addirittura per niente.
La condizione di inferiorità della donna è più evidente nei paesi del Terzo Mondo. In Afghanistan, a causa del regime dei Talebani, le donne dovevano indossare il burka (un lungo velo che lascia scoperti solo i piedi), non potevano andare a scuola o essere curate da medici di sesso maschile.
Anche se adesso il regime dei Talebani è stato abbattuto, le donne indossano ancora il burka perché questo comportamento è tipico di buona parte della cultura religiosa musulmana.

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SFRUTTAMENTO DELLE DONNE IN ASIA

Negli altri paesi islamici le donne indossano il velo, o chador, perché per la loro tradizione è uno scandalo che le donne lascino completamente scoperto il viso o che per lo meno non si coprano il capo.
In questi paesi la donna occupa un ruolo di inferiorità anche nel mondo del lavoro: sono pochissime quelle che operano nel settore terziario o dell’industria, quasi inesistenti quelle che si danno alla politica; si occupano completamente della casa e dei figli. Nei paesi islamici non vengono giudicate alla stessa maniera le azioni compiute dalle donne e quelle compiute dagli uomini.

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CONDIZIONE DELLE DONNE NEI PAESI SOTTOSVILUPPATI

Da ricordare, a proposito di questo, l’episodio delle due donne africane che hanno avuto un figlio fuori dal matrimonio, perché violentate. Il governo dei loro paesi, di tendenza islamica, aveva deciso di punirle con la lapidazione. Grazie alla mobilitazione di molte associazioni internazionali e dei governi europei, la condanna per la prima donna è stata revocata, ma ciò non è avvenuta per la seconda, che è ancora in atto di esecuzione.
Gli uomini che hanno violentato le due donne sono stati scagionati e sono ora liberi.
Ciò che impone questa situazione è la religione islamica.
Ben più grave diventa però la situazione quando non è la religione ad imporlo, ma una vera e propria mentalità di sfruttamento della donna da parte dell’uomo.

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LO SFRUTTAMENTO DELLE DONNE IN AFRICA

In Africa la donna con il suo lavoro contribuisce ai 2/3 dello sviluppo agricolo del suo paese e ai 3/5 del commercio. La maggior parte del suo lavoro, tuttavia, viene perso perché questo si basa tuttora su metodi arretrati. La donna africana ha in mano il commercio: è lei infatti che baratta, vende, compera, sia nei mercati rurali che urbani.
La donna indiana in sei ore trasporta l’acqua necessaria per la famiglia, portando sul fianco, sul capo o sulla schiena, recipienti che contengono dai 10 ai 15 litri d’acqua. La donna indiana prepara il cibo per la famiglia, usando come combustibile lo sterco di bue essiccato, che emana un fumo altamente tossico. Gli uomini svolgono i compiti più gratificanti, come: l’aratura, la semina, la guida dei carri.
In Cina, nella società, la donna ha un ruolo d’inferiorità rispetto all’uomo. Per questo nelle campagne è ancora in uso la pratica dell’infanticidio delle bambine nei casi in cui il primogenito sia di sesso femminile.