Eroe e antieroe: tesina sull'eroismo

Appunto inviato da danig22 Voto 7

L'eroismo nella mitologia greco-romana, significato di eroe e antieroe nella storia (1 pagine formato doc)

EROE E ANTIEROE: TESINA SULL'EROISMO

Nella mitologia greco-romana l’eroe è il figlio nato dall’unione di una divinità con un mortale (come Achille), o comunque un uomo dotato di virtù eccezionali (come Ettore, Aiace o Ulisse).
Scegliendo tra numerosi esempi di rilevante spessore scientifico-letterario, mi sembra necessario partire dai due immortali poemi omerici.
Nell’Iliade e nell’Odissea di Omero si narrano rispettivamente le vicende della guerra di Troia e le gesta dell’astuto Odisseo che, dopo la vittoria dei Greci, viaggiò a lungo nel faticoso ritorno verso la <>, come la volle chiamare Ugo Foscolo.
Al di là delle vicende umane, emerge una figura di cui non solo vengono apprezzate le sue doti fisiche e intellettive, ma anche le sue qualità morali eccezionali. Nasce in tal modo la figura dell’eroe che, all’interno di un popolo e delle sue usanze, tradizioni e costumi, incarna in modo esemplare l’emblema che esprime le ansie e i conflitti dell’uomo, le sue aspirazioni e i suoi limiti e che, meglio di qualunque altro, si pone come modello.

Eroe e antieroe: tesina di maturità


FIGURA DELL'ANTIEROE

Nella società omerica gli uomini, Greci o Troiani che siano, sanno perfettamente in che cosa consista la virtù e il senso dell’onore. Entrambe le opere sono fondate sull’eroismo dei loro personaggi.
L’uomo deve essere coraggioso e aver successo in guerra; deve essere “bello e buono”, non deve esitare davanti al pericolo e deve sapere dare consigli ragionevoli di fronte ad un’assemblea. Questa figura, così esemplare, ma anche così provata dalle situazioni che le si presentano, si contrappone, invece, ad un’altra che è il suo opposto: l’antieroe, che, nella cultura classica, è sempre degenere come Tersite nell’Iliade.

Tesina di maturità sull'eroe e l'antieroe


EROE E ANTIEROE SIGNIFICATO

L’antieroe è un personaggio calato in un contesto eroico ma osservato attraverso un’ottica realistica. Il suo comportamento discende dall’eroe della tragedia che vive le contraddizioni della realtà e il suo destino funesto, umanizzandolo ben oltre i contesti della poesia epica, approfondendone la psicologia personale e i chiaroscuri delle motivazioni e dei comportamenti.
Figura paradigmatica di antieroe tragico è certamente il Giasone delle “Argonautiche” di Apollonio Rodio, che già stato in qualche modo anticipato da quello che compare nella Medea di Euripide.
In questo poema viene narrata la campagna degli Argonauti in Colchide, sotto la guida di Giasone per il recupero del vello d’oro.
Senza soffermarmi sugli eventi che portano Giasone ad impossessarsi del vello e sulle vicende a questi annessi, notiamo come nel poema manchi l’eroe, nella forma di cui si è prima detta.

L'antieroe nella letteratura: tesina


EROI E ANTIEROI NELLA STORIA

Dall’inizio alla fine il racconto non ha un centro psicologico e gli avvenimenti si susseguono in una sequenza puramente cronologica in modo del tutto rotto e frammentario. E tale è la ragione di questa mancanza. Giasone è rappresentato come l’esatto contrario degli eroi epici omerici, pur nella ripresa stilistica del modello omerico. Nei momenti decisivi intervengono i filtri di Medea e anche negli ostacoli della spedizione c’è sempre qualcuno che provvede a lui. Con Medea, poi, si comporta in maniera spregevole, abusando indegnamente del suo ingenuo amore.