Umberto Saba e l'amore per Lina e Linuccia

Appunto inviato da lauracmpopiano
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L'amore incondizionato per la moglie e la figlia hanno portato il poeta a trarne l'ispirazione per splendidi componimenti, inoltre accenni biografici e di commento al Canzoniere: note sintetiche sulla vita e le opere del poeta (8 pagine formato doc)

La vita del poeta:

Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883,dall'unione di Giuseppe Poli e di una donna ebrea,il legame fra i due,però non funziona e ben presto la donna viene abbandonata dal marito,eterno scontento e girovago. Questo evento segnerà indelebilmente l'animo del poeta,che crescerà soffrendo per la lontananza del padre e per i conflitti familiari,perciò adotterà lo pseudonimo di "Saba"(che significa"pane"in ebraico),al posto del cognome paterno.

Per quanto riguarda la carriera scolastica,il poeta è alquanto irregolare,abbandona il ginnasio e frequenta solo per poco tempo l'accademia di commercio e nautica,interrompendola per impiegarsi in una azienda commerciale,decidendo poi d'imbarcarsi come mozzo su un mercantile.


Nel 1911 sposa Carolina,chiamata affettuosamente Lina,da cui avrà una figlia,Linuccia.

L'amore per Lina e Linuccia(che andrà in sposa poi,allo scrittore ed artista neorealista Carlo Levi)alimenta e da forza all'umile vita di Saba,dedicata,oltre che alla famiglia,all'attività poetica e alla piccola libreria antiquaria a Trieste,da lui aperta e gestita subito dopo la Prima Guerra Mondiale.

Nel 1921 compone la celebre opera "Il Canzoniere",che verrà rivista e ampliata anche dopo la morte del poeta,dopo qualche anno "Preludi", "Autobiografia" e "I prigioni".
A proposito,nell'edizione de "Il Canzoniere" del 1945 edita da Einaudi,viene raccolta e selezionata tutta la sua produzione.

Nel 1928 la rivista Solaria lo impone all'attenzione nazionale con un "Omaggio a Saba",ma l'affermarsi della stagione ermetica provoca il silenzio della critica sulla poesia di Saba, infatti la sua fama sarà riconosciuta con i massimi consensi solo nell'ultimo dopoguerra. Le leggi razziali lo costringono a lasciare l'Italia e dopo un soggiorno a Parigi ritorna nel nostro paese,vivendo nascosto presso alcuni amici a Firenze e a Roma:non va infatti dimenticato che degli anni in cui scrisse "Ultime cose",ne passò sette sotto la minaccia della persecuzione ebrea operata dal regime fascista.

È da sottolineare che il poeta fu un fermo antifascista,per naturale disposizione del suo sentire,assai vicino alle posizioni della sinistra,e colui che nel panorama del Novecento italiano realizzò la poetica più ricca di valori umani e sociali.

Importante ricordare che già nel 1911,Saba si sentiva appartenente ad "un'altra specie"nell'ambito culturale e letterario del ‘900 italiano.

Il 25 agosto del 1957 muore a Gorizia.