L'uomo in frantumi di Joyce e Pirandello.

Appunto inviato da kikkatac
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Relazione sulla visione dell'uomo in Joyce e Pirandello (17 pagine formato doc)

L'artista del ‘900 si sente un "diverso"nel mondo che lo circonda, un estraneo rispetto ai valori che lo dominano e si rivolge più all'interiorità che al mondo esterno, per cui dalla ricerca dell'interiorità si lascia condurre in una dimensione nuova, il cui perno è costituito dal rapporto realtà - finzione, tra persona e personaggio, tra realtà e anormalità.


La psicologia tesa e maniaca, la pazzia latente ed espressa è una realtà interiore connessa alla condizione dell' "individuo sempre insidiato, come scrive Baratto, da un conflitto interiore insanabile". Lo stesso Pirandello scrive: "Non c'è uomo che differisca di più da un altro che da se stesso nella successione del tempo" e ancora che "l'uomo è un atomo in cielo che si affanna e si agita senza ragione", poiché non riesce a dare un valore alla propria esistenza: "Mattia rappresenta un vinto, è forestiere della vita e non è coscienza, ma rappresenta il dilemma umano dell'essere e non essere.

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