Petronio: tesina maturità

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Tesina di maturità su Petronio: vita, opere e stile, traduzione ed analisi di alcuni brani, in particolare la descrizione del Satyricon (7 pagine formato doc)

PETRONIO: TESINA MATURITA'

Caius (o Titus) Petronio Aribiter.

Non ci è pervenuta alcuna biografia completa dell’autore, del quale sappiamo molto poco, persino il nome: non si sa se fosse Caius o Titus e non si sa se arbiter sia il cognome vero o solo un soprannome. Le notizie le possiamo apprendere solo dall’analisi di manoscritti (come i tre codici Leidensis, Traguriensis e Parisinos) e dalle opere di autori successivi, nelle quali si parla di lui e della sua opera, il Satyricon. Tra le fonti più importanti, abbiamo Tacito (I-II secolo) che ce ne traccia un ritratto: era una persona particolarmente raffinata, con una vita singolare, in quanto era solito dormire durante il giorno e fare affari di notte; è stato proconsole in Bitinia (in Asia Minore, sulle coste del Mar Nero), forse vive sotto Nerone, ma sul periodo della sua vita ci sono molte discordanze, perché alcuni lo fanno vivere nel II-III secolo.

Essere e apparire nella "Cena di Trimalcione" - Satyricon di Petronio: tesina maturità


PETRONIO: TESINA

Ecco i motivi per l’una e l’altra ipotesi:
•    Tacito è attendibile, e dice che è vissuto nel I secolo;
•    Si hanno parecchi dati che concordano con l’ipotesi che sia vissuto alla corte di Nerone, che lo accoglie presso di sé per i suoi gusti raffinati; egli però si attira le invidie dei cortigiani, in particolare del consigliere Tigellino, che lo accusa di tradimento e ne provoca la condanna a morte.

All’interno della corte di Nerone, Petronio si distingue dagli altri artisti: mentre questi ultimi, per paura, lodavano l’imperatore e evitavano comunque di accusarlo direttamente, egli non si fa scrupolo nel giudicarlo, a volte anche duramente.
•    È uno scrittore valido, soprattutto in campo storico, perciò è ben strano che non ci siano sue notizie; ma sia nel I secolo (sotto Nerone) che nel II-III secolo c’è un “silenzio” degli autori, sia perché essi avevano paura di andare contro il potere, sia perché molte opere sono andate perse.
•    Nel Satyricon Petronio parla della crisi dell’agricoltura, cominciata sotto Nerone ma che si acuisce, secondo i manuali di storia, nel II-III secolo, perché i militari vanno in Oriente e perciò i prodotti agricoli vengono inviati laggiù; inoltre c’è una fuga degli agricoltori dalle campagne.
•    Nell’opera, egli accenna a problemi linguistici, come la decadenza dell’oratoria, che erano presenti già nel I secolo ma che anch’essi si acuiscono nel II-III secolo, a causa delle invasioni barbariche, che portano al disfacimento dell’Impero.
•    Cita degli artisti vissuti nel I secolo, tra cui gladiatori, mimi...ma perché avrebbe dovuto dare notizia di persone vissute due secoli prima? Inoltre parla di loro come se fossero ancora vivi.
•    Il Satyricon ha analogie con altre opere del periodo neroniano, come l’Apocolokintosis di Seneca e un’opera scritta dallo stesso Nerone sulla distruzione di Troia, tema trattato in 65 versi nel Satyricon (Troia halosis).
Il Satyricon: Già il titolo dell’opera è controverso: ce ne sono state tramandate due versioni:
•    Petronii arbitri satirorum libri: i libri delle satire di Petronio;
•    Petronii arbitri satyricon: sottinteso “libri” e usando una parola greca.

Petronio: riassunto della vita, opere e stile


TESINA PETRONIO SATYRICON

È un romanzo avventuroso, non solo per il contenuto, ma per il percorso che l’ha portato fino a noi. L’opera infatti ha fatto il giro dell’Asia ed è stata pubblicata per la prima volta ad Amsterdam nel 1669. Era un’opera molto vasta, ma a noi rimangono solo il 14°, 15° e 16° libro, mentre si pensa che fossere dai 20 ai 24 libri. Il Satyricon è stato rifiutato però dai nobili e dai letterati perché è particolare, descrive per la prima volta situazioni spesso oscene, è a volte troppo schietto e parla di amori omosessuali, usando anche parole volgari, che lui definisce nova semplicitas. Petronio rappresenta però non la sua realtà ideale, ma bensì quella della Roma di quel tempo, quindi non è compreso dagli uomini del suo tempo. È un’opera rivolta a Nerone e alla sua corte, per un pubblico colto e non per il popolo. In totale si hanno 118 capitoli; è un romanzo d’avventura e d’amore (omosessuale), una satira, anche se in realtà Petronio non vuole polemizzare su questo tipo d’amore che era normale a Roma.