Fedro e Seneca tra silenzio e schiavitù

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Relazione su Fedro, la fabula (stuttura e contenuti), il lupo e l'agnello; Seneca e le sue opere principali (12 pagine formato doc)

Nel panorama letterario latino Fedro è il primo ad essersi consapevolmente dedicato al genere favolistica.
Nella sua opera egli dà voce ai ceti subalterni, a quelli che non hanno diritto di parola, in genere assenti dalla tradizione culturale ufficiale. Nelle fabule gli animali esprimono i pensieri e i problemi degli umili, che vedono spesso negati i propri diritti. La sua è la voce de "silenzio", una voce che seppure mediata, poiché di essa si fa interprete il poeta, acquista un particolare rilievo nella ricostruzione storico-letteraria del passato.

Dalla sua stessa opera apprendiamo che Fedro, la cui vita è da collocare tra il 20 a.C. e il 50 d.C., era probabilmente nativo della Pieria (in Tessaglia).
Vive a Roma tra la fine del I secolo a.C. e l'inizio del I secolo d.C., giunto a Roma probabilmente come schiavo in giovane età, poi affrancato e divenuto liberto di Augusto. Poche notizie si hanno della sua vita, in massima parte attinta dalla sua opera. Egli si dedicò duramente l'impero di Tiberio alla scrittura di favole esotiche in versi, a causa delle quali cadde in disgrazia presso il potente ministro Seiano, che gli intentò un falso processo dal quale non riuscì mai a riabilitarsi del tutto. Dovette dunque cercare la protezione di ricchi liberti, ai quali dedicherà gli ultimi tre libri delle Favole.